I tempi cambiano, anche per cani e gatti
#QuaLaZampa: i consigli del veterinario, dottoressa Dorella Bandini
Dalla domesticazione del lupo alle 400 razze canine oggi conosciute, Fido è da 10.000 anni un amico e un buon compagno di vita. Con il suo costante avanzamento sociale è diventato un vero e proprio membro della famiglia. Otteniamo permessi dal lavoro per accudirlo quando sta male, ci accompagna quasi ovunque (anche in tram, treno, traghetto, metropolitana, aereo). Può stare nel cestino di molti supermercati e gli è riconosciuto il diritto di visita al proprio umano in ospedale e in carcere. Può invecchiare serenamente al nostro fianco e poi riposare in appositi cimiteri o essere cremato. Ormai con i nostri quattrozampe condividiamo quasi tutto, ma attenzione: il nostro bisogno di averli vicini non sempre coincide con il loro benessere.

La nascita del cane cittadino
Fido ha seguito la nostra specie anche nell’esodo dalle campagne. Con l’homo urbanus condivide spazi cittadini e ambienti domestici dove usufruisce di tutti i comfort. In molti casi è costretto a modificare la sua personalità per adattarsi a regole da seguire, come l’obbligo del guinzaglio. Spesso è libero solo in appartamento, luogo conosciuto e rassicurante, e fuori casa diventa insicuro, incapace di socializzare con i suoi simili e a volte aggressivo.
Il cane cittadino, meglio se di media o piccola taglia, deve essere pacifico, non deve abbaiare troppo e accontentarsi di una vita al guinzaglio con brevi passeggiate giornaliere per i bisognini. Capita che il troppo amore e l’antropomorfismo generino un rapporto soffocante e non del tutto positivo. La sedentarietà e l’eccesso di cibo (spesso scelto impropriamente) lo portano all’obesità favorendo l’insorgere di malattie anche gravi e denaturano la sua origine “lupina”.

Fido cambia mestiere
Anche per i cani da lavoro i ruoli sono cambiati. Le nuove tecniche di allevamento intensivo del bestiame, ad esempio, non richiedono più il cane da pastore tipo. Sono spuntati per Fido nuovi mestieri in cui svolge un ruolo preziosissimo. Pensiamo ai cani da soccorso (insostituibili quelli specializzati a trovare le persone rimaste intrappolate sotto le macerie), addestrati al salvataggio in acqua, i cosiddetti cani molecolari (capaci di seguire le tracce anche a distanza di tempo), quelli antidroga e non ultimo quelli impiegati nella pet therapy in scuole, asili, case di riposo e ospedali.

Un gatto (quasi) alla pari
Con Micio abbiamo da sempre un rapporto più paritetico: in lui troviamo un amico mai sottomesso, affettuoso sì ma quando ne ha voglia. Della sua natura ci piace che conservi ancora un po’ del felis silvestris, il gatto selvatico assoldato dall’uomo per liberare i granai dai topi. Bello e indipendente, è difficile anche come paziente: scontroso e poco collaborativo.
Sono i gatti a sceglierci, e quando hanno la possibilità di vivere anche all’aperto il rapporto è più bello e gratificante per tutti. E poi, ammettiamolo, a volte ci piace identificarci nel loro modo di fare unico, schivo e asociale. anche se quando li imprigioniamo in appartamento (temendo dei pericoli esterni) e li super-coccoliamo, purtroppo li priviamo del contatto con la natura, della predazione e della loro territorialità. Ma loro non protestano mai.
