Fido e l’occhio a ciliegia. Cosa fare?

#QuaLaZampa: i consigli del veterinario, dottoressa Dorella Bandini

 

L’occhio a ciliegia è caratterizzato da una piccola massa rossa (la ghiandola) che prolassa dal margine libero dell’occhio di solito nel primo anno di vita. Nei mammiferi domestici la nittitante, ovvero la terza palpebra, è una membrana cartilaginea rivestita dalla congiuntiva posta nell’angolo nasale dell’occhio tra la palpebra ed il globo oculare a protezione della cornea. Normalmente non è visibile, ma sale passivamente con una retrazione volontaria.

 

 

Alla base c’è la ghiandola lacrimale omonima o di Hander (che produce il trentacinque per cento della porzione acquosa del film lacrimale) tenuta in sede dal retinacolo, una debole struttura che si allunga facilmente in caso di infiammazioni, specialmente in alcune razze come il bulldog inglese, il cocker, il beagle, il pechinese, il cane corso, il mastino, il boxer e l’alano, ma anche in molti meticci. 

 

 

 

 

Che fare? Dopo un primo trattamento farmacologico topico con unguenti antinfiammatori, è consigliabile il riposizionamento chirurgico. Tra le varie tecniche la più pratica è la tecnica della tasca ricavata nella congiuntiva, dove si riposiziona la ghiandola che può essere anche ancorata al periostio periorbitale. 

 

 

 

 

Meglio intervenire senza aspettare troppo per evitare complicanze batteriche e ispessimenti. Si ricorre all’asportazione definitiva in caso di recidive o neoplasie per evitare l’occhio secco (cheratocongiuntivite), peraltro già assai frequente nelle razze predisposte.



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