A BOLGHERI , TRA CIPRESSI DA NOBEL E VITIGNI DA MITO

 

Molti li hanno amati, altri forse un po’ meno, ai tempi della scuola. Ma di certo tutti hanno letto di quei cipressi che a Bolgheri alti e schietti van da San Guido in duplice filar”, in una delle più famose poesie di Giosuè Carducci. Il bello del camper è anche poter visitare e vivere luoghi conosciuti nelle letture. Trovare quei cipressi sempre lì, tra la Via Aurelia e il Castello della Gherardesca, nel territorio di Castagneto Carducci. Scoprire che oggi sono circondati da centinaia di altri filari, quelli dei vitigni Cabernet dai quali nasce il pregiato vino Sassicaia, vera punta di diamante della viticoltura italiana nel mondo. Natura, cultura, enogastronomia: ci sono tutti gli ingredienti ideali per una visita in camper!

 

 

SULLE STRADE DELLA LETTERATURA

 

Siamo in Toscana, nell’alta maremma, e seguiamo la Via Aurelia lungo la Costa degli Etruschi. Svoltiamo appena avvistato il settecentesco oratorio di San Guido, e il navigatore ci avvisa che abbiamo imboccato la strada provinciale 16d SP 39-Bolgheri. Non può sapere che stiamo percorrendo un pezzo di letteratura, ma ai nostri lati vediamo scorrere veloci quei cipressi cantati nell’ode Davanti San Guido da Giosuè Carducci, primo italiano a ricevere il Premio Nobel per la Letteratura nel 1906. 

 

 

OASI DI NATURA E CULTURA

 

Il lungo rettilineo alberato ci conduce fino al centro storico di Bolgheri, al cospetto del Castello dei conti Della Gherardesca, originario del medioevo. Borgo molto caro al poeta, che qui visse alcuni anni dell’infanzia. Lo visitiamo dopo aver sistemato il camper nel parcheggio comunale a pagamento di Viale San Guido, poi ci dedichiamo al Rifugio Faunistico Oasi WWF Padule di Bolgheri. L’ambiente incontaminato e ricco di animali influì molto sul carattere giovanile del poeta: ribelle, selvatico e amante della natura, da bambino tenne in casa una civetta, un falco e un lupo.

 

 

A CASA DEL POETA

 

Raggiungiamo la vicina Castagneto – che assunse il cognome del poeta dopo la sua morte – dove possiamo fermarci all’area sosta attrezzata Camperesort, aperta tutto l’anno. Mostriamo subito la tessera del PLEINAIRCLUB per avere lo sconto del 10% (eccetto agosto). 

 

A causa delle idee politiche repubblicane e carbonare del padre, Carducci visse un anno anche a Castagneto, nell’edificio che oggi ospita il Centro Valorizzazione Casa Carducci. Percorrendo vicoli suggestivi incontriamo l’imponente Palazzo Pretorio e il Municipio, dove ha sede il Museo Archivio Giosuè Carducci. Qui possiamo ammirare una raccolta di foto di persone e luoghi legati alla sua figura e le prime bozze dei versi legati al territorio

 

 

ECCELLENZE DA BRINDARE

 

Continuiamo la visita e notiamo una targa in memoria di Maria Bianchini, la figlia di un mugnaio che ispirò l’ode Idillio maremmano. Tra le stradine pulite troviamo diverse botteghe artigiane e negozietti che vendono le eccellenze enogastronomiche locali, soprattutto olio e vino DOC Bolgheri e DOC Bolgheri Sassicaia. Oltre alle due file di cipressi, notiamo infatti filari e filari di vigneti, ordinati e perfetti, che ricoprono le colline. Nella zona di San Guido in particolare, dove è nato il Sassicaia: “il vino che non c’era”. 

 

 

SASSICAIA: UN MITO TOSCANO DALL’ACCENTO FRANCESE

 

Vanto e orgoglio della zona, la produzione vitivinicola di Castagneto potrebbe far pensare a una tradizione locale molto antica. In realtà, la sua punta di diamante è arrivata sul mercato solo nel 1972 ed è nata poco meno di cento anni fa, frutto delle sperimentazioni del marchese Mario Incisa della Rocchetta.

 

Ospite dei duchi Salviati a Migliarino, negli anni venti il nobile provò un vino che aveva lo stesso bouquet del Bordeaux (l’ideale dell’aristocrazia dell’epoca). Ottenuti alcuni vitigni francesi dalle loro colture, li trapiantò nella Tenuta San Guido a Castagneto. Anche perché quel terreno sassoso somigliava a una zona di Bordeaux chiamata Graves, che significa appunto “ghiaia”, proprio come il termine “sassicaia” in toscano

 

Il marchese adottò tecniche di vinificazione tipiche d’oltralpe: potature drastiche per avere una bassa resa e lungo affinamento in barriques, quando l’abitudine locale era consumare il vino già alla fine dell’inverno. Dopo varie prove, concluse che il Cabernet (Sauvignon e Franc) aveva il bouquet che cercava. Era nato quello che ben presto sarebbe diventato un mito tra i vini: il Sassicaia.

 

 

Tuttavia la sua produzione rimase a lungo a esclusivo uso familiare. Solo nel 1972 arrivò sul mercato la prima etichetta, frutto della vendemmia del 1968. Fu un successo strepitoso: in brevissimo tempo, nelle degustazioni internazionali il Sassicaia sbaragliò i migliori Cabernet Sauvignon del mondo, anche gli Château bordolesi. 

 

Dopo essere stata sottozona della DOC Bolgheri, nel 2013 finalmente la DOC Bolgheri Sassicaia divenne autonoma. Ad oggi, una bottiglia dell’annata 1972 vale circa 2.500 euro. Ma anche annate più recenti come la 2014 possono raggiungere i 1.000 euro.

 

(IAT Castagneto Carducci, presso URP Palazzo Comunale, tel. 0565 778228, ufficituristici@comune.castagneto-carducci.li.it).



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