A portata di mano: mete imperdibili nei pressi di casa. Puntata I

 

Dove andremo quando potremo viaggiare? Come abbiamo sottolineato, è naturale che all’inizio sia difficile allontanarsi e venga quindi favorito il turismo di prossimità, quello all’interno della regione di residenza. Con una serie di articoli vogliamo quindi suggerirvi 20 mete per il futuro prossimo: esattamente quante sono le regioni, così che ognuno all’inizio possa riprendere il camper restando nell’ambito della sua zona. Vi assicuriamo che non è stato affatto facile, perché nel Paese più bello del mondo non c’è che l’imbarazzo della scelta! Iniziamo con Sicilia, Calabria, Basilicata, Puglia e Campania.

 

Mare, pietre e colori

Il tempo si è fermato e ha trasformato Marzamemi, perla di mare nel comune di Pachino (SR), in uno straordinario dipinto. È l’attività dell’antica tonnara, creata dagli arabi intorno all’anno Mille, a determinare la nascita del borgo intorno ad essa. Venduta dagli spagnoli ai baroni Calascibetta, passò poi ai principi di Villadorata. Questi realizzarono la chiesa e le case dei pescatori, imprimendo una chiara impronta settecentesca, e resero la tonnara una tra le più importanti di tutta la Sicilia. Fare un bagno nelle acque cristalline, assaggiare bottarga, ventresca di tonno rosso e pomodori Pachino con un sorso di Nero d’Avola, visitare la tonnara, Palazzo Villadorata e la Riserva naturale di Vendicari: sono cose da fare assolutamente! Ma con lentezza. Perché Marzamemi è un luogo dell’anima.

 

Tra Normanni, Bizantini e Saraceni

Santa Severina (KR), un borgo bramato da tutti. L’antica Siberene (così era chiamata in greco) è passata infatti per le mani di Saraceni e Bizantini, Normanni, Svevi e Aragonesi. Tante culture non potevano passare senza lasciare dei segni. In tutto il comune è possibile infatti scorgere suggestioni bizantino-normanne. Da visitare assolutamente il quartiere della Grecìa, dove si abbarbicano casette e abitazioni scavate nella roccia. Il monumento più antico è il Battistero (un ex martyrium eretto tra VIII e IX sec.) che fiancheggia la Cattedrale. Gli stili normanno e bizantino si fondono anche nella Chiesa di Santa Filomena. A dominare tutto il Castello Normanno del 1076, una costruzione ricca di labirinti sotterranei e scuderie, decorazioni e dipinti barocchi negli ampi saloni. 

 

Dove la storia ci parla

A Venosa (PZ) ci accoglie un parco archeologico con terme romane, anfiteatro e domus patrizie. Una di queste è nota come Casa di Orazio: era venosino infatti il poeta che celebrò anche il vino, avo dell’Aglianico del Vulture. Tanti i resti storici nel borgo, dominato dal Castello Aragonese del duca Pirro del Balzo. Tante anche le architetture religiose di rilievo, a partire dal Complesso della Santissima Trinità, costituito da chiesa antica e chiesa nuova, detta incompiuta perché mai completata. La prima, di origine paleocristiana, fu modificata dai Normanni per ospitare la tomba degli Altavilla e della moglie ripudiata di Roberto il Guiscardo. Resti e sepolture di una colonia ebraica insediata dal 70 d.C. confermano che ogni pietra a Venosa racconta storie incredibili.

 

Un trampolino sul mare aperto

Una piccola penisola distesa sull’Adriatico accoglie il pittoresco borgo marinaro di Giovinazzo (BA), luogo dall’aspetto mite che regala colori e tramonti da cartolina sul suo mare limpido. Non che manchino elementi di interesse storico. Il borgo fu fortificato dai Romani (ancora oggi per entrare si varca l’Arco di Traiano) e in seguito intrattenne scambi con Venezia divenendo importante polo commerciale. Pregevoli ed eleganti gli edifici religiosi come l’imponente Cattedrale di Santa Maria Assunta (XII-XIII sec.), che fonde il romanico pugliese a influenze normanne e arabe. Da visitare anche l’ex convento dei Padri Domenicani, la Chiesa di San Domenico e quella di Santa Maria di Costantinopoli. Notevoli anche il Palazzo Ducale (XVII sec.) e Palazzo Severo Vernice (XIV sec.).

 

 

Verde e accogliente

Non solo uno dei Borghi più belli d’Italia, ma anche il più accessibile. L’Unione Europea ha infatti premiato Monteverde (AV) con l’Access City Award 2019 per l’attenzione dedicata all’accessibilità per i disabili. Il piccolo borgo si è infatti dotato di percorsi studiati per i non vedenti, di un campeggio sperimentale e molteplici servizi e strumenti tecnologici. Antico feudo dei Grimaldi, dei Caracciolo e dei Sangermano, Monteverde ha un mirabile centro storico le cui linee stilistiche furono dettate dai Normanni. Le casupole che sembrano fuoriuscire dalla roccia si stringono attorno alla fortezza aragonese. Da vedere assolutamente i luoghi di culto, come l’ex cattedrale di Santa Maria di Nazareth, costruita nel ‘300 ma rifatta nel 1728 nello stile barocco. Il nome del borgo deriva dal verde rigoglioso che lo circonda, dal bosco Zampaglione alla Foresta Mezzana.



  • Google+
  • Pinterest
  • Email