LA STREET ART E L’OMAGGIO A GIGI PROIETTI

Alla scoperta dell’arte di strada e delle opere che ha dedicato al grande mattatore romano

 

Da Montesacro al Trullo, fino ovviamente al Tufello, quartiere della sua infanzia. Alla scomparsa del grande Gigi Proietti, Roma ha voluto ricordarlo in un modo speciale: con una serie di bellissimi murales. L’arte di strada o Street Art, del resto, incontra da vent’anni un grande interesse. Ma com’è nata? Le origini di questo movimento, sono da rintracciarsi a New York tra gli anni ’50 e ’60, quando alcuni artisti anonimi scrivevano per protesta sui muri della città. Dagli anni ’70 in poi questo fenomeno ha iniziato a moltiplicarsi, fino ad arrivare alla sua vera esplosione durante gli anni ’80, spinta anche dall’avvento delle bombolette spray.

 

 

LE ORIGINI

 

Inizialmente la Street Art era soprattutto una rappresentazione ironica e provocatoria, con i disegni che risaltavano sui muri trasformandoli in ipotetiche e originali gallerie en plein air.

 

Artisti come Keith Haring e Jean-Michel Basquiat sono riusciti a portare questo movimento dalle strade metropolitane alle gallerie d’arte e ai musei, rendendo la Street Art un fenomeno conosciuto a livello globale

 

 

IL BOOM NEL 2000

 

L’interesse pubblico per “l’arte urbana” è esploso intorno al 2000, periodo in cui anche le città europee iniziano ad arricchirsi di opere . Lo stesso Banksy iniziò proprio in quegli anni a essere attivo. Da allora sono stati stampati numerosi libri che trattano l’argomento, e l’impatto della Street Art sull’immaginario pubblico e sulla cultura metropolitana è ormai evidente!

 

Ci sono numerosi street artist nelle varie città del mondo, più o meno importanti o originali. Qualcuno di loro eccelle per tecnica, altri per creatività, ma comunque ci troviamo in presenza di un gruppo di artisti che per numero, diffusione, collaborazioni, innovazione ha dato vita a una delle più originali correnti di arte visuale di questo inizio secolo.

 

 

TRA I MOVIMENTI ARTISTICI PIÙ ESTESI AL MONDO

 

Il vero destinatario della Street Art è il cittadino, e lo spazio urbano è diventato una sorta di agorà contemporanea. L’arte di strada, in quanto accessibile a tutti, vanta un pubblico vastissimo, molto di più di quello dei tradizionali musei o gallerie d’arte.

 

Ciò che paradossalmente ha dato impulso a questo movimento è stata l’inaccessibilità del circuito dell’arte ufficiale, divenuta lontana, praticata e compresa da pochissimi eletti. Questa inaccessibilità ha prodotto artisti che, pur diversi per formazione e per origine, hanno ugualmente saputo comunicare attraverso le superfici inutilizzate delle città: barriere, pareti cieche, muri di cinta, edifici abbandonati, sportelli, cisterne, ringhiere. 

 

 

TECNICA E CONTESTO

 

Le opere vengono realizzate con la vernice spray, l’acrilico, la tempera, le penne, i pennarelli, i poster, gli stencil, gli adesivi, ma c’è chi usa addirittura l’uncinetto o la ceramica: la Street Art è un fenomeno complesso che non è definito dalla tecnica ma dal contesto.

 

All’espansione di questo movimento hanno notevolmente contribuito anche gli smartphone e i social media, grazie alla disponibilità immediata di fotografie e riprese digitali e alla loro facile condivisione. Oltre a diffondere le iniziative di arte urbana ne hanno cambiato radicalmente il senso: opere destinate a perdersi nel breve tempo, sopravvivono nella loro versione digitale e continuano a esistere molto oltre la loro cancellazione.

 

 

UNA TESTIMONIANZA DELLA NOSTRA EPOCA

 

La Street Art, proprio per le sue caratteristiche, possiede una innata vocazione cosmopolita, che la porta a un continuo accrescimento di artisti e pubblico, quest’ultimo sempre più attento e preparato. Inoltre, può rappresentare un ottimo impulso per il turismo di una località, arricchendola sotto i vari punti di vista sociali, economici e turistici.

 

Il mondo dell’arte urbana, in Italia ancora poco conosciuto e apprezzato, potrebbe rivelarsi un interessantissimo elemento culturale del nuovo millennio e essere testimonianza della nostra attuale epoca. È questo il caso dei murales apparsi in brevissimo tempo a Roma per rendere omaggio a Gigi Proietti, scomparso il giorno del suo 80° compleanno

 

 

L’OMAGGIO DELLA STREET ART

 

Gigi Proietti era molto legato alla sua città, e diversi quartieri di Roma hanno voluto omaggiarlo attraverso murales e ritratti su pareti e serrande. Soprattutto il Tufello, dove il grande attore ha vissuto da giovane e ha assorbito lo spirito del romanesco che lo avvicinò al grande pubblico. Ma scopriamoli insieme con un tour artistico nella Capitale, partendo proprio dai tre murales disegnati nel “suo” Tufello.

 

 

IL MURALE IN VIA CAPRAIA

 

Tra i primi murales comparsi in città c’è quello in Via Capraia al Tufello che lo rappresenta giovanissimo, durante una scena di A me gli occhi, please tra i suoi spettacoli più amati e fortunati. L’opera è stata realizzata da Harry Greb.

 

 

 

MURALE ANONIMO CON DEDICA IN PIAZZA DEGLI EUGANEI

 

Con un altro omaggio in Piazza degli Euganei, ancora al Tufello, è stato raffigurato “Mandrake”, uno dei suoi personaggi più riusciti, protagonista dei film Febbre da cavallo (Steno, 1976) e del sequel Febbre da cavallo – La mandrakata (Carlo Vanzina, 2002). Il murale anonimo riporta anche una dedica: “Ricordare è un mestiere rischioso, perché ha bisogno di stimoli forti”.

 

 

IL GRANDE MURALE IN VIA TONALE

 

Il ritratto di 11×15 metri, realizzato dallo street artist Lucamaleonte, lo raffigura con il mitico cappello del personaggio di Mandrake e i colori giallorossi della Roma, la sua squadra del cuore, che ha contribuito al progetto insieme alla Regione Lazio e all’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale.

 

L’opera, intitolata “D’après Gigi”, è stata realizzata sulla facciata di una palazzina di un lotto Ater, situata in Via Tonale 6. Una manifestazione d’affetto, una dedica d’amore a un attore che, prima di tutto, è stato amato dalla parte più genuina, più verace, più popolare di Roma

 

 

POSTER DAVANTI AL BAR DI “FEBBRE DA CAVALLO” (CENTRO STORICO)

 

La street artist Laika, nella notte tra il 2 e il 3 novembre, ha attaccato un poster del grande attore in un luogo altamente simbolico: vicino all’ingresso di quello che, nel mitico film “Febbre da cavallo”, era il bar di Gabriella (Catherine Spaak), la fidanzata di Mandrake, uno dei celebri personaggi interpretati da Proietti. Il poster è comparso in pieno centro storico, tra Via della Tribuna di Tor de’ Specchi e Piazza d’Aracoeli, vicino all’ingresso del locale.

 

 

IL MURALE IN VIALE JONIO (MONTESACRO)

 

La coloratissima opera ritrae il volto sorridente dell’attore romano, con accanto la scritta “Ar cavaliere nero…” celebre conclusione di uno dei suoi cavalli di battaglia. L’opera è stata realizzata da Anna Maria Tierno, in collaborazione con l’associazione “Arte e città a colori”

 

 

IL MURALE AL TRULLO

 

Un ritratto del mattatore romano è apparso anche su un muro del Trullo. Il volto giocoso di Proietti in una delle sue pose più frequenti e la frase: “Te saluta coso” che regala a chiunque passi un sorriso. A realizzarlo PaT (Pittori anonimi Trullo) e Uman art, ossia Mario D’Amico e Manuela Merlo.

 

 

IL RITRATTO SULLA SERRANDA DEL  TEATRO BRANCACCIO

 

Un grande ritratto di Gigi Proietti è apparso anche sulla serranda del Teatro Brancaccio, da lui diretto dal 2001 al 2007. Lo street artist Maupal ha realizzato il volto di Gigi con il suo sorriso inconfondibile, circondato da tanti 18, numero che fa riferimento a una sua famosa barzelletta.



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