Mare, barocco e tipicità. La Sicilia dell’Oasi Favara

Buoni KM Italia continua, e questa volta il camper (su strada o col traghetto) si dirige all’estrema punta meridionale della Sicilia. Un angolo dell’antico Val di Noto, colmo di tesori artistici e architettonici del tardo barocco, tutelati come patrimoni dell’umanità dall’Unesco. Ci aspettano prelibate eccellenze enogastronomiche e splendide città come Scicli, Modica, Noto, la magnifica Ragusa Ibla e Ispica, fino a raggiungere l’Oasi Favara. Pronti? Si parte!

INTRO

 

“Trinacria, così i Greci chiamavano la Sicilia, perché ha tre punte segnate da tre promontori. Questa è l’estremità sud-orientale, che si chiude col rilievo di Capo Passero. Una porta che ha visto arrivare e fiorire tante culture”. Il forte legame che Vincenzo ha con la sua terra traspare dal suo sorriso orgoglioso, mentre ci dà il benvenuto a Ispica.

 

Come dargli torto? La bellezza e il genio artistico sembrano essersi concentrate nell’area a cavallo tra le province di Ragusa e Siracusa. I centri storici delle città di Modica, Noto, Ragusa e Scicli, tutelati dall’Unesco, custodiscono magnifici edifici e monumenti di straordinario valore artistico e architettonico.

 

“Tutti li conoscono, anche chi non è mai venuto in Sicilia! Alzi la mano chi non ha mai seguito neanche una puntata del commissario Montalbano: sono quasi tutti in questa zona i palazzi e le chiese che si vedono nella serie televisiva”. Ma non mancano certo le eccellenze di carattere enogastronomico, né le ricchezze di carattere ambientale e naturalistico. Senza contare, ovviamente, il mare.

TERRITORIO

Il panorama che possiamo ammirare è molto vario. L’area è delimitata a nord dal verde altopiano montuoso dei Monti Iblei (che presentano come cima più alta il monte Lauro, 987 m s.l.m.), dal Mediterraneo a sud-ovest e dal Mar Jonio a sud-est, con l’estremità di Capo Passero a fare da spartiacque. 

 

Partendo da Punta Secca di Santa Croce Camerina, la spiaggia che ospita la villa di Montalbano nella fiction, troviamo una serie di centri balneari. Marina di Ragusa, Donnalucata, Sampieri, Marina di Modica, Pozzallo, Santa Maria del Focallo di Ispica fino a Portopalo di Capo Passero, per poi risalire alla splendida Marzamemi di Pachino e continuare con la Riserva naturale orientata Oasi Faunistica di Vendicari, Lido di Noto e Marina di Avola.

 

 

Fiumare e gole scandiscono il paesaggio nella parte centrale, coperto dalla tipica macchia mediterranea e da coltivazioni. Il territorio è costituito da sedimenti e affioramenti di lava dovuta a una forte attività vulcanica preistorica. 

 

“La zona di Ispica, poi, è davvero particolare”, riprende Vincenzo. “Ci puoi trovare grotte e catacombe, ma anche dune e laghi salati”. Per ben 13 km, infatti, tra Ispica e Modica l’altopiano Ibleo è scavato dalla Cava Ispica. Si tratta di una particolarissima vallata fluviale (nel dialetto locale “cava” significa appunto “valle”) solcata dal torrente Buseitone – Pernamazzone, che dall’Antica Età del Bronzo al XIV sec. ha accumulato necropoli preistoriche e catacombe cristiane, oratori rupestri ed eremi monastici. 

 

 

Sulla costiera adiacente si alternano tratti rocciosi a spiagge di sabbia fine e dune. Queste ultime separano dal mare alcuni laghi di acqua salmastra, situati tra Ispica e Pachino, in particolare i pantani Bruno e Longarini, aree umide che accolgono una vasta avifauna. “È un vero spettacolo di colori, ci puoi ammirare le specie più diverse, dai germani reali agli aironi, dalle cicogne ai fenicotteri!”.

STORIA

Impossibile in poche righe raccontare la storia di un’area che è stata abitata almeno fin dall’Antica Età del Bronzo (2.300 a.C. circa) dalla cosiddetta “Cultura di Castelluccio” (da Castelluccio di Noto) e che poi ha visto l’avvicendarsi di un gran numero di civiltà. In buon ordine: Sicani, Siculi, Dori (Greci), Romani, Vandali, Ostrogoti, Bizantini, Arabi, Normanni, Svevi, Angioini, Aragonesi e Spagnoli (Borbone), e in due brevissimi periodi anche il casato dei Savoia e gli Asburgo d’Austria. 

 

 

Il periodo del Regno di Sicilia (iniziato col normanno Ruggero II d’Altavilla nel 1130 e terminato nel 1816, alla nascita del Regno delle Due Sicilie di Ferdinando I di Borbone) fu però di notevole importanza per l’area che stiamo visitando. La zona costituiva la parte meridionale del Vallo di Noto (una delle circoscrizioni amministrative istituite dai Normanni, di etimologia ancora incerta) alla data dell’11 gennaio 1693, un drammatico punto di svolta.

 

Quel giorno infatti il Val di Noto, posto al confine tra due placche geologiche, fu colpito da un devastante terremoto, calcolato come il più forte mai registrato nell’intero territorio italiano. Oltre 45 città andarono completamente distrutte, con decine di migliaia di morti.

 

Il Val di Noto non si arrese: i primi decenni del secolo successivo furono caratterizzati da una grande opera di ricostruzione, un vero e proprio programma di rinnovamento “partecipato” che vide i contributi di architetti, maestranze, committenze e cittadini, con grande impegno dei nuovi ceti dirigenti e della chiesa.

 

L’opera fu portata portata avanti con straordinaria omogeneità in tutti i centri secondo il gusto del tardo barocco (l’ultima espressione del barocco europeo), seguendo la geniale visione dell’architetto Rosario Gagliardi. Nacquero così i capolavori che oggi possiamo ammirare, molti dei quali tutelati dall’Unesco.

ARTE E ATTRAZIONI

Non si può raccontare la bellezza, l’eleganza, la ricercatezza e i dettagli degli edifici e dei monumenti del barocco. Dovete prendere il camper, venire qui in Sicilia e vederli di persona!”. Ancora una volta Vincenzo ha ragione. Possiamo segnalare solo alcune delle mete più significative, ma l’emozione che suscitano dal vivo è un’altra cosa.

 

 

Da vedere assolutamente a Scicli il Palazzo Beneventano, capolavoro barocco, ma anche l’Antica Farmacia Cartia, un gioiello liberty. Notevoli anche le architetture religiose, dalla Chiesa di San Matteo a quella di San Giovanni Evangelista e molte altre. Una curiosità: il neorinascimentale Palazzo di Città, sede del municipio, nella fiction diventa il commissariato di polizia di Vigata e la stanza del sindaco si trasforma in quella del questore. 

 

Il centro storico di Modica è tra gli esempi più eclatanti della ricostruzione tardo barocca. Presenta un impressionante numero di splendide architetture religiose (e non solo), a partire dal Duomo di San Giorgio (nelle scene compare quando il commissario va a prendere Livia che arriva in corriera), ma anche il Duomo di San Pietro e la Chiesa di San Giovanni Evangelista.

 

 

A Noto il capolavoro è l’intero centro storico, costituito da piazze scenografiche, imponenti scalinate, terrazze e dislivelli, oltre ovviamente agli splendidi edifici. Se la Basilica Cattedrale di San Nicolò (riaperta nel 2007 dopo un crollo) è un vero simbolo per la città, la Chiesa di San Domenico è l’opera più riuscita del barocco netino. Notevoli anche la Chiesa di San Carlo al Corso e Palazzo Ducezio (sede del municipio).

 

“Io sono affezionato al mio paese”, interviene Vincenzo, “ma devo riconoscere che quando ti trovi di fronte a una città come Ragusa è difficile fare qualsiasi paragone”. Città di ponti, scalinate e meravigliose architetture, Ragusa racchiude un numero incredibile di edifici di incommensurabile valore artistico. Soprattutto a Ibla, il centro storico dichiarato patrimonio dell’umanità, dove possiamo ammirare oltre 50 chiese e numerosi edifici storici.

 

 

Da non perdere il Duomo di San Giorgio, la Cattedrale di San Giovanni Battista, la Chiesa di Santa Maria delle Scale e la Chiesa di San Giuseppe, ma anche Palazzo Battaglia e Palazzo Cosentini. Luoghi meravigliosi, che hanno ampiamente contribuito a creare la Vigata di Andrea Camilleri nella serie televisiva. Come il Castello di Donnafugata, poco fuori Ragusa, diventato nella fiction la dimora del boss mafioso Balduccio Sinagra.

 

 

Anche la nostra meta, Ispica, mostra chiaramente l’influenza barocca. A partire dalla Basilica di Santa Maria Maggiore. Da non perdere anche la Basilica della Santissima Annunziata e la Chiesa Madre di San Bartolomeo. In un fantastico stile liberty invece il Palazzo Bruno di Belmonte.

 

Nel territorio comunale troviamo anche le Riserve Naturali dei Pantani, del Maccone Bianco e dell’Isola dei Porri. Quest’ultima si trova nella frazione di Santa Maria del Focallo, località balneare più volte protagonista nel corso della storia, dalla Prima Guerra Punica alla Seconda Guerra Mondiale, quando vi sbarcarono le truppe Alleate.

CURIOSITÀ E ARCHEOLOGIA

“Visto? Ci sono tante belle cose da visitare pure a Spaccafurnu!”. Con il suo intervento Vincenzo ci ricorda che la città di Ispica continua ad essere chiamata dai suoi abitanti Spaccaforno (Spaccafurnu, nel dialetto locale), nome che ha portato fino al 1934. 

 

Una cosa alquanto curiosa, perché l’origine di questo termine è ancora incerto. Forse viene dall’importante sito archeologico di Cava Ispica. Per secoli l’abitato sarebbe stato chiamato in latino “Ispicae fundus” (cioè la parte più bassa della Cava), modificato gradualmente in Spaccaforno. Il termine Ispica invece verrebbe dal greco “éis pegàs”, cioè “verso le sorgenti” del torrente che scorre nella vallata.

 

 

Cava Ispica è una delle più grandi curiosità archeologiche della Sicilia per il grande numero di grotte scavate nelle pareti rocciose, che richiederebbero una spesa enorme per una esplorazione archeologica completa. Sono ancora tante infatti le domande sul sito rimaste senza risposta, a partire dall’età del primo insediamento.

 

Probabilmente le grotte sono da distribuire lungo un paio di millenni. Le più antiche potrebbero essere opera del popolo dei Sicani. La maggior parte però sono catacombe del primo cristianesimo, come la Grotta della Larderia, le abitazioni rupestri e i santuari (Santa Maria e San Pancrati), successivi al VI secolo d.C. Alcuni dei monumenti fanno oggi parte del Parco Archeologico di Cava Ispica, di recente istituzione. L’estremo meridionale dell’area prende invece il nome di Parco Forza, da “Fortilitium” l’antica cittadella di Spaccaforno.

TIPICITÀ

La Sicilia è famosa per le sue eccellenze enogastronomiche e per la sua cucina. Chiediamo quindi alla nostra guida qualche informazione sulle produzioni locali.

 

 

“La Carota Novella di Ispica IGP è davvero unica, dovete assolutamente assaggiarla! Ha un sapore dolcissimo ed è ricca di proprietà”. Vincenzo ci spiega che questo prodotto segue una stagionalità particolare. “Le carote di solito si seminano in primavera e si raccolgono in estate e in autunno.  Invece questa la seminiamo in autunno e la raccogliamo tra l’inverno e la primavera, prima delle altre. Per questo prende il nome di novella. Possiamo farlo perché in inverno qui non fa molto freddo, e perché abbiamo un terreno argilloso”. Una varietà di grande croccantezza e lucentezza, fortemente antiossidante, ricca di vitamine, betacarotene e glucosio.

 

 

Il territorio dei Monti Iblei è ricco anche di olivi, a volte anche abbinati a altre colture tipiche della zona come carrubeti, mandorleti e vigneti. Tra le cultivar più diffuse ci sono la Moresca, la Tonda Iblea e la Nocellara Etnea o Verdese. “Nel Val di Noto vengono prodotti oli caratteristici per il loro sapore, una vera armonia di sentori fruttati in equilibrio tra loro, come l’Olio Extra Vergine Monti Iblei DOP”.

 

Vincenzo continua il suo racconto: “Ragusano qui può essere anche sinonimo di formaggio, e che formaggio! Aromatico e leggermente piccante. Davvero sorprendente, anche nella forma”. Il caciocavallo ragusano o Ragusano DOP ha infatti una caratteristica forma a parallelepipedo, il cui peso varia dai 10 ai 16 kg. È uno dei più antichi prodotti in Sicilia (se ne ha traccia già nel 1500).

 

 

Come non citare poi il Cioccolato di Modica IGP, con la sua particolare lavorazione a freddo? Furono probabilmente gli spagnoli a introdurre qui la ricetta per la lavorazione del cacao, una rielaborazione di quella che avevano a loro volta appreso dagli Aztechi.

 

Facciamo un passo verso est nel Val di Noto e troviamo il Pomodoro di Pachino IGP, ma il disciplinare ne consente la produzione anche a Ispica. Sebbene introdotto dall’estero, il prodotto è diventato ormai un simbolo della zona. Sotto la tutela del consorzio vanno diverse cultivar, tutte caratterizzate dalla dolcezza e dal colore brillante: Ciliegino, Costoluto, Tondo Liscio e Grappolo.

 

“Con tutte queste cose da mangiare, non dimenticate il vino”. Dobbiamo di nuovo dar ragione a Vincenzo: nella zona di Noto e Pachino troviamo anche il vitigno Nero d’Avola, usato per tante etichette DOC e DOCG, vini dai forti sentori di fiori secchi e spezie.

 

OASI FAVARA – L’AGRICAMPING 

 

Siamo giunti alla meta principale del nostro lungo viaggio. “Prego, entrate, tutti gli amici del PLEINAIRCLUB sono i benvenuti!”. A Ispica, Vincenzo ci riceve nella sua azienda: l’agricampeggio Oasi Favara. Un nome che è davvero un programma: tutto ha un aspetto davvero rilassante, l’ideale per chi vuole trovare pace, svago e spensieratezza. La zona della piscina riscaldata, poi, di sera si illumina di colori davvero suggestivi e il club-house sembra davvero accogliente.

 

 

Immersa nel verde a pochi passi dalla collina di Ispica e aperta tutto l’anno, l’Oasi Favara offre agli appassionati della vita all’aria aperta un’area sosta con 13 piazzole per camper e caravan dotate di tutti i servizi per un campeggio senza pensieri. Sono disponibili infatti l’allaccio idrico ed elettrico, lo scarico delle acque reflue, i servizi igienici (anche per disabili), Wi-fi e docce calde gratuite.

 

 

“Il nome della mia azienda si ispira in parte al Rio Favara, fiume che un tempo scorreva qui portando ricchezza e fertilità alla campagna, in parte al mio sogno di creare un luogo di pace e tranquillità, dove la gente potesse rilassarsi come e più che a casa. Una vera oasi felice nel deserto di stress e caos frenetico della città! Qui c’è un’area barbecue per fare allegre grigliate in famiglia o tra amici, mentre per chi vuole divertirsi offriamo anche campi da tennis (con la possibilità di prendere lezioni individuali o di gruppo), un tavolo da ping pong e un parco giochi per bambini. Possiamo inoltre organizzare escursioni e visite guidate

 

Il sogno si è avverato: sport e natura si intrecciano creando il massimo del benessere nell’Oasi Favara, all’ombra delle palme e del grande carrubo secolare. L’accoglienza è davvero cordiale e Vincenzo, che ci sembra ormai praticamente uno di noi, ci ricorda che

 

all’Oasi Favara c’è uno sconto del 10% mostrando la tessera del PLEINAIRCLUB.

 

L’Agricampeggio è privo di barriere architettoniche e si contraddistingue anche per il rispetto della natura, usando materiali a ridotto impatto ambientale e fonti di energia pulita e rinnovabile come quella solare. 

 

 

OASI DI FAVARA – I PRODOTTI

 

“Entrate, dovete assolutamente assaggiare l’olio che produciamo!”. L’Oasi Favara infatti è anche un’azienda agricola, che ha qualità e genuinità come parole chiave. I suoi prodotti sono rigorosamente biologici

 

A partire dall’Olio Extra Vergine di Oliva Biologico DOP – che è possibile acquistare in sede – caratterizzato dall’aspetto corposo, l’aroma fruttato e una bassissima acidità.

 

 

“Raccogliamo le olive con macchine scuotitrici”, racconta Vincenzo, “poi le defogliamo e le trasferiamo all’oleificio, dove vengono molite. Estraiamo l’olio a freddo e lo trasferiamo immediatamente in appositi contenitori di acciaio inox, che ne garantiscono una perfetta conservazione”

 

L’Oasi Favara produce inoltre cereali e ortaggi, come la rinomata Carota Novella di Ispica IGP, particolarmente apprezzata e conosciuta a livello nazionale ed internazionale.

 

 

CONCLUSIONE

 

Il tragitto è stato davvero ricco e impegnativo, ma ci ha permesso di conoscere un angolo di Sicilia davvero straordinario e sorprendente, da tanti punti di vista: la parte meridionale del Val di Noto, i suoi tesori barocchi, i suoi prodotti d’eccellenza. E anche la meravigliosa Oasi Favara, agricampeggio e azienda agricola, la sua grande accoglienza e i suoi ottimi prodotti. Davvero soddisfatti, non possiamo che ringraziare di cuore Vincenzo, la nostra straordinaria guida, che aspetta a braccia aperte tutti gli iscritti al PLEINAIRCLUB all’Oasi Favara.

 

E allora buon Val di Noto e buona Sicilia, buon barocco e buona Ispica, buon appetito e buon divertimento all’Oasi Favara e… Buoni KM Italia!



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