PULIZIE DI PRIMAVERA. AIUTARE IL CORPO A DEPURARSI
#StiamoBene: i consigli della dottoressa Debora Rasio
Nei millenni ogni religione e medicina tradizionale ha raccomandato a fini terapeutici o spirituali il digiuno e la disintossicazione. Durante il digiuno, infatti, l’energia del corpo, non più impegnata nei processi digestivi, viene diretta alla depurazione di sostanze tossiche e al riparo cellulare. La letteratura medica è ricca di esempi di guarigioni da malattie anche gravi ottenute con l’astensione dal cibo: pensiamo al digiuno come trattamento dell’epilessia, già documentato ai tempi di Ippocrate e oggi reinterpretato nelle più agevoli diete chetogeniche per il controllo delle epilessie farmaco-resistenti, e ai numerosi casi riportati in letteratura di remissione dall’artrite reumatoide dopo digiuni controllati.

In molte tradizioni, con l’arrivo della primavera e l’esaurimento delle scorte di cibo dell’inverno, era prassi digiunare per una o più settimane con acqua ed erbe di campo. Secondo la medicina ayurvedica il freddo invernale concentra le capacità digestive nello stomaco, rendendo la digestione robusta e consentendoci di mangiare cibi pesanti e ricchi in grassi. Con l’arrivo del calore, invece, la capacità digestiva si disperde divenendo meno intensa, e l’alimentazione spontaneamente si indirizza verso cibi più leggeri e facilmente digeribili. Non è un caso che molte gastriti si riattivino proprio in primavera e autunno, quando le funzioni digestive sono indebolite dai cambiamenti climatici.

COSA MANGIARE IN PRIMAVERA
È buona pratica accompagnare il risveglio della natura con un’alimentazione in grado di sostenere gli organi principalmente impegnati nella depurazione, in particolare fegato e reni.
Per fare questo portiamo in tavola verdure di stagione, frutta e cereali integrali, e limitiamo il più possibile zuccheri, farine raffinate, additivi alimentari, carni rosse, alcool e fruttosio. È consigliabile cuocere le verdure saltandole rapidamente in olio (in una padella non antiaderente): l’olio cotto migliora il funzionamento del fegato, attivandone le funzioni depurative e le capacità metaboliche attraverso lo stimolo alla produzione di bile.
È solo con la bile che possiamo rimuovere le cosiddette tossine liposolubili, ovvero quelle in grado di sciogliersi nei grassi, non eliminabili con le urine o il sudore; non è un caso che le piante utilizzate per drenare il fegato – pensiamo al carciofo, al boldo, al tarassaco, al cardo mariano – stimolino la produzione e la secrezione di bile nell’intestino. Inserire olio cotto quasi a ogni pasto consente di stimolare giornalmente il drenaggio epatico e determina nel tempo un miglioramento delle funzioni digestive.

In primavera è infine opportuno aprire le porte della cucina a una varietà di verdure di stagione, saltate con aglio, olio ed eventualmente peperoncino, accompagnandole a cereali quali il riso integrale, rosso o nero del tipo Venere, oppure la quinoa o il miglio che, essendo privi di glutine – una proteina potenzialmente impegnativa sulla funzione renale – possono agevolare la diuresi.
Abbiniamoli con un pugno di legumi: la fibra di cui questi ultimi e i cereali sono ricchi si legherà alle tossine presenti nel tratto intestinale, riducendone l’assorbimento e favorendone l’eliminazione.

PURIFICANTI DI NATURA
In primavera la natura ci offre una gran varietà di verdure ad azione drenante su fegato e reni. Fra le verdure diuretiche compaiono nell’orto gli asparagi, la cicoria, il cavolo, il sedano, i finocchi, i ravanelli, la rucola e altre insalate, oltre a cipolline, porri e cipolle. La parte del leone nel depurare il fegato la svolge il carciofo, che oltre a stimolare la produzione di bile e favorirne il deflusso verso l’intestino svolge un’azione epatoprotettiva, epatostimolante e antiossidante. Consumato crudo esprime al massimo le sue proprietà benefiche.
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SORSI DI SALUTE

Per facilitare l’eliminazione di tossine è importante bere: di seguito elenchiamo alcune rimedi che oltre a stimolare la diuresi hanno un effetto tamponante l’eccesso di acidi e favorente le funzioni digestive.

ACQUA BOLLITA, ZENZERO E LIMONE
Far bollire per 10 minuti 1 litro di acqua calda con 1 cm di zenzero fresco grattugiato; aggiungere a fine cottura il succo di un limone e bere la tisana mantenuta calda in thermos durante la giornata. Il limone ha un effetto alcalinizzante mentre lo zenzero svolge azione antinfiammatoria e protettiva sulla mucosa gastrointestinale.

ACQUA, BICARBONATO E LIMONE
Aggiungere a un bicchiere d’acqua un cucchiaino raso di bicarbonato di sodio e il succo di un limone spremuto. I due composti reagiranno formando citrato di sodio, un buon tampone dell’eccesso di acidi che si formano nel corpo a causa di stress, farmaci, dieta squilibrata e metabolismi endogeni. Bere lontano dai pasti.

ACQUA, YOGURT E UN PIZZICO DI SALE MARINO INTEGRALE
Bere 125 ml di yogurt o kefir diluiti in 500 ml di acqua, aggiungendo un pizzico di sale marino integrale e a piacere anche del cumino o un seme di cardamomo. Buona e dissetante, la bevanda ha un effetto blandamente diuretico e riequilibrante sulla flora batterica intestinale.

ZEOLITE
Questo minerale di origine vulcanica, non assorbibile a livello del tratto gastrointestinale, è capace di assorbire le tossine in esso presenti (inclusi i metalli pesanti, i pesticidi e le radiazioni ionizzanti) convogliandole all’esterno attraverso le feci. Assumere da uno a tre cucchiaini al giorno in un bicchiere d’acqua a stomaco vuoto.</span
