Partenza per l’Islanda, alla scoperta di Marte
Húsavík, piccolo fiordo di pescatori all’estremo nord dell’Islanda. Siamo nella Skjálfandi, in islandese la “Baia dei tremori” a causa dei continui movimenti tellurici a cui è sottoposto questo paesino di duemila abitanti. Il luogo migliore per avvistare le balene. E per camminare sulla Luna e su Marte. Poco più di 50 anni fa, infatti, gli astronauti della NASA si addestrarono sul suolo islandese per simulare l’atterraggio sulla Luna dell’Apollo 11. Ora, l’Islanda e la NASA stanno collaborando di nuovo per preparare la missione su Marte. Scopriamo perché.
Benvenuti sul Pianeta Rosso
A solo un’ora di auto da Reykjavík si entra in un paesaggio diverso. Sembra di essere in un altro mondo. Pianure vulcaniche, sabbia di basalto, crateri profondi e canali fluviali scavati dall’acqua di scioglimento glaciale. Per le loro condizioni geomorfologiche, le pianure vulcaniche dell’Islanda sono infatti i maggiori target di missioni spaziali robotiche. Ed è qui che il rover spaziale della NASA cercherà segni di un’antica vita microbica su Marte.

SANDE
Acronimo di Semi-Autonomous Navigation in Detrital Environments. Questo è il nome del progetto di ricerca finanziato dalla NASA, con sede in Islanda. Il lavoro fa parte dei preparativi a lungo termine per Mars 2020, missione che mira a inviare esseri umani sul pianeta rosso. Il sito, nel campo vulcanico di Lambahraun sul lato nord del ghiacciaio Langjökull, è stato scelto per la sua somiglianza con il cratere Jezero di Marte.

Marte è stato un tempo molto simile alla Terra
Tra tutti i pianeti del Sistema Solare, il vicino Marte sembra avere le potenzialità di ospitare forme di vita. Sembrerebbe che un tempo sia stato molto simile alla Terra. Diversi studi indicano che circa 4,5 miliardi di anni fa, il clima su Marte fosse caldo e umido (molto simile a quello terrestre), caratterizzato da frequenti precipitazioni e favorevole alla vita.
Le ricerche condotte in Islanda aiuteranno a interpretare la geologia di Marte e si spera di poter dimostrare la presenza di un’antica vita microbica su Marte, poiché la sabbia trovata nel cratere di Jezero ha una maggiore probabilità di contenere materiale organico rispetto ad altre zone sul pianeta rosso.
