Gin, seltz e avventura. Dove sono nati i cocktail più famosi
Ci sono tanti modi per scatenare la fantasia e viaggiare restando fermi. Possiamo farlo attraverso la letteratura, i film o i giochi. Avresti mai detto che si può viaggiare anche attraverso i cocktail più famosi? Dietro la loro invenzione si nascondono infatti storie e leggende, personaggi, artisti e viaggiatori. La nascita delle bevande miscelate porta con sé qualcosa di intrigante, malizioso e intimamente legato al viaggio e al cosmopolitismo. I cocktail raccontano aneddoti e curiosità, ma soprattutto racchiudono in sé e testimoniano un po’ del sapore dei locali e dei luoghi che li hanno tenuti a battesimo. Partiamo quindi per un viaggio ideale nei bar dove sono nati alcuni tra i più famosi cocktail del mondo.

Un Bellini all’Harry’s Bar
Dedicato al famoso musicista? Assolutamente no! Il Bellini, piacevole cocktail fatto con prosecco, polpa e succo di pesca è stato inventato nel 1948 dal capo barista dell’Harry’s Bar da Giuseppe Cipriani a Venezia. Fu chiamato così perché il suo colore rosato ricordava a Cipriani il colore della toga di un santo in un dipinto del pittore Giovanni Bellini.

Il Negroni del Caffè Casoni
Ha purtroppo chiuso i battenti l’aristocratico Caffè Casoni di Firenze, diventato presto Caffè Giacosa. Secondo la leggenda, in questo locale nel 1919 il conte Negroni chiese al barista Fosco Scarselli di dare più energia al suo cocktail preferito, l’Americano, sostituendo il seltz con un tocco di gin, in omaggio ai suoi recenti viaggi a Londra. Scarselli, a quel punto, sostituì anche la consueta fettina di limone con una di arancia. Era nato così uno dei cocktail più famosi e apprezzati nel mondo, il “Negroni”, in onore del conte.

Sulle spiagge della California per un Mai Tai
Un cocktail tutto tropicale, il Mai Tai, eppure è una invenzione tutta americana. Ne rivendica la paternità Vic “Trader” Bergeron, nel suo locale omonimo, il Trader Vic’s di Emeryville, in California. Sembra che nel 1940 Vic servì per la prima volta questo cocktail a due persone appena tornate da Tahiti che, dopo averlo assaggiato, pronunciarono la parola thaitiana “Maita’i”, che vuol dire… “buono”! Da qui il nome del mix.

Un salto all’antico Manhattan Club
Altro grande e imperdibile classico, il Manhattan. Come il nome stesso indica, non poteva che essere nato a New York. In particolare, secondo la leggenda sarebbe stato inventato al vecchio Manhattan Club (un social club che non esiste più, non l’attuale grande albergo omonimo) dalla madre dello statista Winston Churchill. Pare infatti che la signora Jennie Jerome (anche nota come Lady Randolph) si dilettasse con liquori e distillati per stupire i suoi ospiti con invenzioni sempre nuove. Nel 1874 avrebbero servito per la prima volta questo cocktail di sua ideazione al Manhattan Club, da qui il nome. Ma il condizionale è d’obbligo, perché la signora in quel periodo si trovava in Francia. Quale sarà la verità?

Un Daiquiri con Hemingway
Era uno dei locali di Cuba preferiti da Ernest Hemingway, dove lo scrittore andava a gustare un bel Daiquiri. Non è un caso: pare che il cocktail sia stato inventato proprio al bar El Floridita a L’Avana da Constante Ribalagua. Il maestro barista, andato in pensione nel ‘52, forse non ha mai saputo quanto successo ha avuto la sua creazione in tutto il mondo. Oggi nel locale completamente ristrutturato campeggia una statua di Hemingway appoggiato al bancone, mentre un’iscrizione celebra l’invenzione del Daiquiri.
