A Moresco, Marche. Con Antico Frantoio Alessandrini
“Veglia sulla valle fin dall’anno Mille, forse anche da prima”. È attorno all’antico Castello in effetti che si è stretto il borgo di Moresco, assumendo una particolare pianta ellittica. Mentre Martina ci fa strada nella località inserita nel circuito dei Borghi più Belli d’Italia, alziamo lo sguardo per cogliere la maestosità della torre eptagonale che domina sulla vallata del fiume Aso. Un’antica vedetta della Marca Fermana, nucleo originario che ha dato vita alla regione Marche.

“Forse vi aspettate qualche segno di architettura araba”, continua Martina. “L’origine del nome in effetti è curiosa e resta incerta. C’è chi dice che Moresco in origine fosse davvero un insediamento avanzato dei Saraceni. E chi al contrario sostiene che fosse una rocca nata per contrastarli”. È più probabile però che il nome Moresco derivi dalla famiglia dei Mori o dal termine “morro” che indica un luogo sassoso. “Eppure la torre un tempo aveva una cuspide di stile arabo, crollata nel 1918 e sostituita da una merlatura ghibellina”. La verità si è persa nella notte dei tempi.
TERRITORIO
Anche senza l’antica cuspide, l’imponente torre eptagonale del XII sec. alta 25 metri continua a identificare a distanza il profilo di Moresco. “È un po’ il nostro simbolo”, ci racconta Cinzia, “e riconoscerla da chilometri di distanza quando torniamo a casa ci scalda sempre il cuore. Non sappiamo perché l’abbiano costruita con sette lati, è una scelta particolare. Ma la rende davvero unica!”.

Martina ci conduce su per la scala costruita in tempi moderni dentro la torre. Dalla sua sommità si dischiude al nostro sguardo un panorama che lascia a bocca aperta. Colline e vallate ricoperte di verde, colture di ortaggi e tanti frutteti nella Valle dell’Aso, che nel periodo delle fioriture regalano colori strepitosi. E poi borghi sulla sommità dei colli, a partire da Monterubbiano e Montefiore dell’Aso.
Martina coglie il nostro stupore e interviene: “Nei giorni limpidi si vede davvero di tutto, dal monte Conero al Gran Sasso. E se il cielo è particolarmente terso, si possono distinguere perfino le coste dell’Albania!”. I rintocchi della grande campana del Cinquecento ci ricordano che è ora di continuare la nostra visita.
STORIA
“Lo so, a qualcuno potrebbe apparire un po’ campanilistico, ma noi siamo fieri della nostra indipendenza, abbiamo fatto grande festa per il centenario”, ci racconta Oscar. Anche perché nell’antichità il centro fu a lungo avamposto della città di Fermo, con la quale è legata a filo doppio, e frazione della vicina Monterubbiano in epoca moderna.
Molto della storia antica di Moresco è andato purtroppo perso. Sappiamo che in epoca romana la zona ospitava diversi insediamenti. In età longobarda sorsero invece diverse roccaforti monastiche e feudali in posizione strategica sulle alture. Tra queste prevalse il Castello di Moresco, attorno al quale si radunò la popolazione sparsa.

Si hanno notizie del castello fin dal 1083, ma dobbiamo aspettare il XII sec. per avere testimonianze su un reggente, Tebaldo conte di Moresco. “Per la sua posizione la rocca faceva gola a molti, e nel XIII secolo divenne proprietà della città di Fermo”, continua Oscar. Prima per mano di Federico II e di Manfredi. Quando poi nel 1266 i signori locali vendettero la fortezza a Lorenzo Tiepolo, Doge di Venezia e Podestà di Fermo, Moresco divenne castello di Fermo e ci restò fino all’unità d’Italia.
ARTE E ATTRAZIONI
È stato il Cinquecento il periodo di massimo splendore artistico, quando Moresco si è arricchita di chiese, soprattutto fuori le mura, e di opere d’arte. “Il protagonista è stato senza dubbio Vincenzo Pagani, pittore cinquecentesco originario di Monterubbiano”.

Martina ha ragione: a lui si devono la grande pala d’altare custodita nella bellissima sala consiliare del Municipio, l’affresco del portico (un tempo navata della Chiesa di Santa Maria in Castro, poi demolita) e quello della Chiesa della Madonna dell’Olmo. Da visitare anche la Chiesa parrocchiale di san Lorenzo e quella della Madonna della Salute.
Martina, Cinzia e Oscar continuano a guidarci in una escursione nelle strette e suggestive vie del borgo, sulla piazza triangolare con il suo portico affrescato. All’ingresso del paese, estremo opposto rispetto alla torre eptagonale, quasi a fargli eco si innalza la Torre dell’Orologio. Nei suoi pressi troviamo la chiesa sconsacrata di Santa Sofia. “Lu teatrì: la chiamiamo affettuosamente in questo modo da quando è diventata sede di un piccolo Teatro”, ci fa sapere Oscar.
CURIOSITÀ E LEGGENDE
“Ma questo edificio è conosciuto anche per altri motivi”, continua Oscar. “Secondo la tradizione la chiesa era stata costruita in memoria di una ragazza di Moresco, una certa Sofia Amati, che era stata brutalmente aggredita e uccisa. Ma oltre alla trazione c’è una leggenda, per la quale qui sarebbe nata la madre di Santa Sofia. Ecco un’altra spiegazione per la dedica della chiesa”.

Le particolarità dell’ex chiesetta, all’interno della quale si può ancora ammirare un interessante affresco della scuola di Carlo Crivelli (1430-95), non si fermano qui. Santa Sofia era stata infatti “eretta su suolo lateranense”, formula usata per indicare che su di essa la Basilica di San Giovanni in Laterano di Roma esercitava direttamente il proprio patronato. Periodicamente la Basilica inviava messaggeri per controllare, redigere relazioni e raccogliere un piccolo obolo, simbolo della giurisdizione lateranense.
TIPICITÀ ED ECCELLENZE

“La Valdaso è particolarmente famosa per la produzione di frutta”, ci racconta Oscar, “soprattutto per le pesche”. Eccellenza della zona è la Pesca della Valdaso, che ha ottenuto il marchio di qualità QM della Regione Marche. Il riconoscimento garantisce la qualità e la tracciabilità del prodotto, che deve seguire un rigoroso disciplinare di produzione sottoposto a controlli indipendenti. La filiera, in particolare, deve tutelare la biodiversità ed evitare di alterare le caratteristiche morfologiche e chimiche dell’ambiente.
Da provare assolutamente anche i Maccheroncini di Campofilone IGP, tipici dell’omonimo borgo della parte più bassa della valle. Si tratta di una particolare varietà di pasta all’uovo caratterizzata da una sfoglia particolarmente sottile (0,3-0,7 mm) e dal taglio (da 0,8 a 1,2 mm). Il prodotto ha caratteristiche organolettiche uniche, poiché prevede l’utilizzo delle sole uova fresche nell’impasto, senza alcuna aggiunta di altri liquidi.

“Come secondo, vale la pena provare il ciauscolo IGP, il famoso salame che si spalma. È buonissimo!”. Ottenuto dalla doppia macinatura di tagli pregiati di carne suina quali pancetta, spalla e rifilature di prosciutto e lonza, ha un tipico profumo delicato e appetitoso, con un gusto saporito ma delicato.
“Certo, tutto il Piceno è famoso per le olive all’ascolana. Questo perché l’olivicoltura e la produzione di Olio Extra Vergine d’Oliva rappresentano altre due punte di diamante per l’economia di questa zona”. Oscar è particolarmente preparato sull’argomento, e stiamo per scoprire il perché.
ANTICO FRANTOIO ALESSANDRINI

Dopo averci accompagnato in un meraviglioso tour a Moresco, Oscar, Cinzia e la loro figlia Martina ci danno il benvenuto nell’azienda di famiglia, l’Antico Frantoio Alessandrini, situato subito fuori le mura del Castello di Moresco. “Tutto è iniziato nel 1966, quando mio padre Romeo creò con i suoi soci un piccolo frantoio a Monterubbiano. Era un’azienda piccola, con pochi macchinari. Si produceva ancora poco e ci voleva tanto lavoro per andare avanti. Ma permise a mio padre di maturare una grande esperienza nelle tecniche di molitura che fu fondamentale per me.
Oscar infatti rilevò l’azienda nel 1984, con l’aiuto della moglie Cinzia: “Riuscimmo subito a creare la nostra prima etichetta e a entrare nel mercato dell’olio in bottiglia. Da allora siamo cresciuti molto, con tanto impegno ed entusiasmo, ma non abbiamo mai dimenticato i nostri obiettivi principali: l’attenzione per la qualità e la genuinità del prodotto”.
Ascoltiamo la storia del Frantoio direttamente da Oscar Alessandrini, nell’intervista realizzata dalla rivista PleinAir:
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Grazie a un’intelligente promozione locale svolta attraverso degustazioni, appuntamenti e bruschettate nei campeggi della Riviera Adriatica, nel 1996 Oscar trasferisce l’attività in una nuova struttura di ben 1.600 mq, incrementando i macchinari e la capacità produttiva. “Ma la qualità del nostro olio extravergine di oliva è assicurata dal fatto che conserviamo il sistema di estrazione tradizionale della spremitura a freddo, con presse e macine di granito”.

Le olive, entro 8 ore dall’arrivo in frantoio, vengono pulite con la macchina defogliatrice e poi passano alla fase di frangitura con grandi macine e gramole, a una temperatura media di 23°, costantemente controllata. Si ottiene così una pasta di olive densa e granulosa, che viene versata sui fiscoli (recipienti filtranti) sottoposti a leggera e graduale pressione. L’olio infine viene separato dall’acqua grazie e centrifughe e passato per filtri naturali in cartone.
Grazie a questi procedimenti, da una materia prima di primissima qualità coltivata nei propri uliveti, da coltivatori della zona e del vicino Abruzzo, l’Antico Oleificio Alessandrini produce un Olio Extravergine di Oliva, sano e naturale. Un prodotto unico per fragranza, colore e qualità.
PRODOTTI
La gamma di prodotti che troviamo all’Antico Frantoio Alessandrini è davvero invidiabile, e non si ferma solo al pregiato Olio EVO. Scopriamoli tutti.
OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA MULTIVARIETALE (Il Classico)
Blend ottenuto dalle varietà di oliva Ascolana Tenera, Sargano di Fermo, Frantoio, Leccino, Rosciola, Carboncella, Coroncina, Moraiolo, Piantone di Falerone, Gentile, Mignola,
Pendolino, Peranzana e Raggia.
Olio profumato, amabile, molto fruttato, a bassa acidità, con leggeri livelli di amaro e piccante e retrogusti erbacei, dal colore verde intenso con sfumature di giallo.

Disponibile sia Filtrato che Non Filtrato nelle seguenti confezioni:
- Dama da 5 litri (anche in latta di alluminio)
- Bottiglia tonda in vetro chiaro da 1 litro
- Bottiglia tonda in vetro scuro da 1 litro
- Bottiglia quadra (disponibile sia in vetro chiaro che scuro) da 750 ml
- Bottiglia tonda in vetro scuro da 750 ml
- Bottiglia quadra (disponibile sia in vetro chiaro che scuro) da 500 ml
- Bottiglia tonda in vetro scuro da 500 ml
- L’elegantissima Ampolla Soubreme (disponibile sia in vetro chiaro che scuro) da 500 ml
- Bottiglia quadra in vetro chiaro da 250 ml
- Bottiglia tonda in vetro scuro da 250 ml
- Ampolla Soubreme (disponibile sia in vetro chiaro che scuro) da 250 ml
- Bottiglia mignon da 100 ml
OLIO EXTRAVERGINE DI OLIVA MONOVARIETALE (I Monocultivar di Alessandrini)
Monovarietale Ascolana Tenera
L’oliva Ascolana Tenera è una Cultivar originaria della provincia di Ascoli Piceno, poi diffusa e coltivata anche nelle province di Fermo e Teramo.
Olio pregiato, a bassa acidità, fruttato, con un buon sentore erbaceo e una punta di piccante, ma dal gusto dolce e armonico, di colore verde intenso. Si distingue dagli altri oli per la nota aromatica che ricorda il pomodoro e la mandorla.
Disponibile nelle seguenti confezioni:
- Bottiglia tonda (disponibile sia in vetro chiaro che scuro) da 1 litro
- Bottiglia tonda in vetro scuro da 750 ml
- Bottiglia tonda in vetro scuro da 500 ml
Monovarietale Sargano di Fermo
L’oliva Sargano di Fermo è una Cultivar marchigiana diffusa soprattutto nel Fermano e lungo la zona litoranea, fino alle province di Macerata e Ancona. Si tratta purtroppo di una varietà in estinzione, in quanto ha una resa in olio molto bassa e per questo viene scarsamente coltivata.
Olio molto delicato, fruttato fresco ed equilibrato, dal gusto dolce con delicati livelli di amaro e piccante, ricco di sostanze fenoliche, di colore verde chiaro. Si caratterizza anche per le note aromatiche di mela e mandorla.
Disponibile nelle seguenti confezioni:
- Bottiglia tonda in vetro chiaro da 1 litro
- Bottiglia quadra in vetro chiaro da 750 ml
- Bottiglia quadra in vetro chiaro da 500 ml
La consegna dell’olio avviene tramite corriere in tutta Italia, direttamente al domicilio del cliente in ventiquattro/quarantotto ore.
L’Antico Oleificio Alessandrini offre anche diversi prodotti tipici del Piceno, dalla pasta all’uovo al vino cotto fino ai vini autoctoni. Olive in salamoia, diversi tipi di sottoli e sottaceti, legumi e zuppe miste, salse e creme, miele dei colli marchigiani, confetture e prodotti sciroppati. Per un appetitosa idea regalo ci sono anche diverse confezioni e composizioni, sia pronte che personalizzabili.

“Avete mai visto come funziona un frantoio? Allora venite a trovarci e seguite con noi le fasi della lavorazione! Siamo pronti ad accogliere gli iscritti al PLEINAIRCLUB”. Martina ricorda che presentando la tessera del Club all’Antico Frantoio Alessandrini c’è lo sconto del 10% per l’acquisto di Olio Extra Vergine d’Oliva, e invita tutti a partecipare alla simpatica iniziativa che Oscar ha istituito da qualche anno. “Divertitevi a scoprire i segreti della molitura, e dopo due o tre ore potrete portare a casa l’olio che avete visto nascere”. Direttamente dal produttore al consumatore, con il risparmio del PLEINAIRCLUB!
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Buoni KM Italia! Buoni KM nelle Marche

“Vi aspettiamo a Moresco, al nostro frantoio!” Quasi all’unisono Oscar, Cinzia e Martina rinnovano a tutti l’invito in Valdaso. Guide insostituibili, ci hanno riservato un’accoglienza indimenticabile. Non possiamo far altro che ringraziarli di cuore.
Questa tappa del viaggio sulle nostre pagine si avvia alla conclusione, quello in camper inizia adesso. Buona visita a Moresco e alla Valdaso, buon appetito con l’Olio EVO dell’Antico Frantoio Alessandrini.
