Micio e l’osteoartrite cronica
#QuaLaZampa: i consigli del veterinario, dottoressa Dorella Bandini
Si sa, Micio è un gran poltrone. Se ai primi cenni d’autunno diventa ancor più statico viene quindi facile pensare che preferisca rimanere nel tepore di casa o starsene acciambellato negli angoli assolati tra le foglie secche solo per pigrizia. Quando non ha più tanta voglia di correre, di giocare o di cacciare siamo convinti che stia invecchiando, e visto che trascorre l’ottanta per cento del suo tempo a dormire anche quando è un cucciolo, non gli si dà importanza. Potrebbe invece trattarsi di osteoartrite cronica del gatto, malattia degenerativa progressiva frequente, troppo spesso trascurata. Vediamo come diagnosticarla per tempo per aiutare Micio.

I problemi iniziano nel momento in cui non riesce a centrare la cassetta per fare i suoi bisognini e sporca il pavimento o fa fatica a curare l’aspetto e l’igiene del pelo, che diventa arruffato, trovando difficoltà a mantenere la postura necessaria durante le consuete lunghe toelettature.
Peggio ancora quando il dolore articolare lo rende nervoso e schivo. Se la sua personalità cambia, se tende a stare in disparte e a non socializzare più, se diventa aggressivo e non gradisce coccole e carezze, è arrivato il momento di interpellare il veterinario.

Troppo spesso trascurata e non diagnosticata per tempo, l’osteoartrite cronica del gatto è una malattia degenerativa progressiva frequente e invalidante. Si può fare molto per prevenirla, ma anche agendo subito con fans (Metacam) e mangimi complementari specifici a base di glucosamina, curcuma, condrotin solfato (come Cosequin, paste della Guna, Artikrill, Condrix) e omeopatici classici (Arnica compositum) che gli ridaranno la serenità e il piacere del movimento.
