Ghiandole perianali e sacculite di cani e gatti
#QuaLaZampa: i consigli del veterinario, dottoressa Dorella Bandini
Se Fido e Micio sono irrequieti e troppo spesso intenti a leccarsi sotto la coda è meglio controllare l’eventuale presenza di arrossamenti con perdita di liquido, sanguinamento e rigonfiamenti che possono dare origine alla sacculite, la patologia delle ghiandole perianali. Si tratta di ghiandole a secrezione esterna che secernono un liquido denso dal tipico odore pungente e nauseabondo che va a raccogliersi in due piccole sacche ai lati dell’ano. Sono utili per lubrificare e facilitare la defecazione, ma anche indispensabili per comunicare poiché emanano quell’odore peculiare che lascia informazioni importanti sul proprio passaggio e su quello degli altri.

In condizioni normali lo svuotamento delle ghiandole perianali è fisiologico o indotto da seduti con uno strusciamento energico sul terreno. In caso di sacculite, disturbo più frequente nei cani di piccola taglia e nelle razze da compagnia, bisogna ricorrere al veterinario.

Nei gatti, che hanno molta cura della propria igiene personale, questa malattia è più rara ma può essere favorita da un’alimentazione sbagliata e dall’obesità, che rende difficile la toelette giornaliera.

La cura prevede lo svuotamento manuale delle sacche mediante compressione (solo in caso di recidiva è necessario asportarle) e l’uso di antibiotici e di un antinfiammatorio come la Quercetina. La cicatrizzazione può essere accelerata con una terapia laser.
