Camion a idrogeno presto competitivi con la tecnologia fuel cell

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Le automobili elettriche sono sempre più presenti sul mercato, le immatricolazioni di veicoli green nel 2020 hanno toccato percentuali che lasciano ben sperare. Più complicata la situazione delle grandi cilindrate, dove la trazione elettrica pura sembra un obiettivo lontano. Un segnale incoraggiante arriva però dai motori a idrogeno, o meglio a pila o cella di combustibile (fuel cell). Come segnalato da uno studio indipendente condotto da Roland Berger e commissionato da Fuel Cells and Hydrogen Joint Undertaking, gli autocarri a fuel cell potrebbero competere con quelli diesel già nel 2030.

 

 

L’analisi di Roland Berger, consultabile a questo link (testo in inglese), è stata condotta su casi studio reali e ha confrontato i costi totali di proprietà dei veicoli pesanti a fuel cell con quelli degli autocarri diesel ed elettrici (sia i modelli a batteria che quelli con pantografo) per scoprirne la reale competitività sul mercato

 

Lo studio ha evidenziato che, al momento, i motori fuel cell si trovano di fronte diverse barriere (non solo di carattere tecnologico), superate le quali potrebbero rapidamente competere con la trazione diesel già nel 2030, arrivando in proiezione fino a 110.000 veicoli circolanti in Europa. Ciò comporterebbe una diminuzione delle emissioni di CO2 nell’ambiente di ben 11 milioni di tonnellate.

 

 

La prima difficoltà da superare riguarda il costo totale di proprietà, che andrebbe abbassato aumentando la produzione su larga scala e tenendo il costo del vettore al di sotto dei 6 euro al chilogrammo. L’analisi ha inoltre identificato altre 22 difficoltà (tecnologiche e non) che frenano il settore, nessuna però in grado di impedirne in modo determinante il successo.

 

 

Il consiglio che Berger e i suoi collaboratori danno per sbloccare il settore è implementare politiche e progetti di ricerca e innovazione mirati ad accelerare su larga scala la diffusione dei motori fuel cell. Per eliminare gli ostacoli immediati, in particolare, i progetti dovrebbero concentrarsi sul miglioramento delle prestazioni tecniche ed economiche (in modo da favorire la commercializzazione dei prodotti) e sulla standardizzazione dello stoccaggio dell’idrogeno a bordo per sostenere lo sviluppo dell’infrastruttura di rifornimento.

 

 

LA TECNOLOGIA FUEL CELL

 

Nonostante sia stato ideato nell’800, il dispositivo a fuel cell è stato usato per la prima volta nel 1962 nelle capsule spaziali della NASA. Grazie a questa tecnologia, non c’è una combustione interna dell’idrogeno, come avviene per esempio in molti razzi.

 

L’idrogeno allo stato gassoso viene invece stoccato a 700 bar in robusti serbatoi e poi fatto reagire nelle celle con l’ossigeno dell’aria per creare energia elettrica. Gli scarichi? solo calore e vapore acqueo! Per questo dotare i mezzi pesanti di motori elettrici alimentati dall’idrogeno a fuel cell sarebbe un vero toccasana per l’ambiente.

 

 

IL PRIMO VEICOLO A FUEL CELL? UN VAN, OVVIAMENTE!

 

Il primo prototipo a usare questa tecnologia è stato il furgone GM Electrovan. Realizzato nel 1966 dalla statunitense General Motors, si trattava di una modifica dello Chevrolet/GMC Handi-Van, un esemplare  della fortunata serie conosciuta anche come the Chevrolet/GMC G-series oppure GMC Vandura. Chissà che la tecnologia fuel cell non possa presto tornare alle origini per alimentare anche camper a idrogeno, in modo da rendere il nostro mezzo preferito ancora più sostenibile.

 

 

Al momento sono disponibili: modelli di automobili in edizione limitata, tra i quali troviamo la Honda Clarity, la Toyota Mirai e la Hyundai Nexo; camion e autocarri prodotti da Hyundai, Mercedes, Tesla o Nikola Corporation ma anche bus urbani realizzati da varie case automobilistiche.



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