Clima invernale: cosa fare se la pelliccia di cani e gatti non basta
#QuaLaZampa: i consigli del veterinario, dottoressa Dorella Bandini
D’inverno anche Micio e Fido patiscono il freddo a seconda della razza e dell’età. Favoriti dalla temperatura corporea più alta (38-38,5 gradi) avvertono il freddo meno di noi e tollerano bene anche i climi più rigidi senza temere gelo e neve. Anche perché, se vivono all’aperto, pelliccia e manto si infoltiscono già in autunno. Tuttavia possiamo aiutare cani e gatti ad affrontare al meglio questo periodo.

Per favorire l’aumento del pannicolo adiposo, lo strato termoisolante che li protegge quando escono di casa e quando corrono e si tuffano nella neve, occorre farli mangiare un po’ di più. Concediamo loro due o tre razioni giornaliere ricche di carboidrati, grassi e vitamine, avendo cura di aggiungere integratori per gli anziani e immunostimolanti per i più sedentari e per i soggetti giovani e i cuccioli, specialmente se affrontano il loro primo inverno.
Micio inguanta le zampe infoltendo i peli fra i cuscinetti e non disdegna i pisolini all’aperto, raggomitolandosi su sé stesso e scegliendo angoli soleggiati e al riparo dal vento. I cani di piccola taglia e a pelo raso sono più freddolosi e indossano volentieri il cappottino. Husky e cani nordici possono dormire acciambellati a cielo aperto sottozero, filtrando l’aria gelida con i folti peli della coda.
In tutti i casi, vale il consiglio di proteggere Fido e Micio dagli sbalzi di temperatura: è per loro dannoso passare da un ambiente domestico molto caldo al gelo. Quando piove può essere utile per Fido un impermeabile o un’apposita borsa che lo protegge dagli spifferi. La cuccia tenuta all’aperto deve essere coibentata (oggi in commercio esiste anche in versione riscaldata) con l’apertura mai esposta a nord e collocata su un piano d’appoggio rialzato per evitare allagamenti e ridurre l’umidità.

E quando si va in vacanza sulla neve? I miei border si adattano velocemente grazie al sottopelo e alla loro energia. La Shetland Gladys non scende dal camper senza le sue scarpette. Alla westina Iside faccio indossare il cappotto per facilitare il riscaldamento dei muscoli, ma quando si lancia all’inseguimento per giocare con gli altri cani glielo tolgo per non farla accaldare.
Una volta tornati in camper asciugo a tutti quanti ascelle, pance e zampe, e sui cuscinetti paonazzi spalmo creme protettive (Propad) e idratanti a base di estratti di Murumuru. A Dory, che ha sedici anni, concedo una breve uscita e subito l’avvolgo in un pile massaggiandola. Quanto al Micio di casa, con il freddo d’inverno dirada le uscite e preferisce passare più tempo a dormire davanti a stufe, radiatori e caminetti.

ANCHE LORO SI RAFFREDDANO
Benché gli agenti patogeni siano diversi, anche Fido e Micio possono prendere il raffreddore, e con sintomi simili a quelli dell’uomo: a causa dell’infiammazione delle mucose nasali, cominciano a starnutire. Poi il naso cola, gli occhi lacrimano, diventano febbricitanti, inappetenti e hanno poca voglia di muoversi. A volte danno qualche colpo di tosse a causa del muco che gli chiude la gola. Se non ci sono complicazioni batteriche o virali non c’è da preoccuparsi, perché di solito passa da solo in quattro o cinque giorni senza bisogno di somministrare farmaci.
Meglio prevenire assicurandosi che la cuccia di Fido sia al caldo, ma evitando le temperature eccessive che possono danneggiare le mucose: l’ideale è tenere la colonnina intorno ai venti gradi. Quando sono raffreddati, non facciamo uscire Fido e Micio nelle ore più fredde o sotto la pioggia e teniamoli al riparo dalle correnti d’aria. Anche l’idratazione è molto importante: non deve mai mancare una ciotola di acqua (meglio se tiepida) per mantenere il naso umido e le sue secrezioni più fluide anche quando si asciuga troppo per il gran freddo.

Prima di rivolgersi al veterinario, un buon rimedio può essere l’aerosol: con diffusori, oppure usando una pentola di acqua fumante con qualche goccia di eucalipto o menta o propoli, facendo in modo che Fido e Micio respirino il vapore che aiuta a sciogliere il muco. Consiglio anche alcune compresse di Arnica Compositum e, fra i rimedi più naturali, del miele o fiori di Echinacea e Calendula.
Se dopo una settimana non ci sono miglioramenti è opportuno verificare che non vi siano complicazioni (tracheiti, bronchiti o broncopolmoniti). Attenzione a Micio: soprattutto se non vaccinato, può contrarre gravi forme da Calicivirus, Herpesvirus e Clamydia che devono essere riconosciute e curate per tempo.
