E tu che classe fai? Cambiano le etichette di efficienza energetica

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Sono cambiate, ma molti ancora non lo sanno. Parliamo delle etichette di efficienza energetica degli elettrodomestici, quegli adesivi che rappresentano le classi di risparmio di energia tramite barre colorate e siglate da una lettera. Dal 1° marzo 2021, infatti, l’Italia ha iniziato a recepire il Regolamento (UE) 2017/1369 che istituisce etichette con una nuova scala di valori per frigoriferi, lavatrici, lavastoviglie, televisori e lampade. Scopriamo cosa è cambiato, quali saranno i prossimi aggiornamenti e quali vantaggi ne trarranno ambiente e consumatori.

 

 

ENERGY LABELS

 

Le etichette energetiche sono state istituite nel 1995 dall’UE per identificare meglio l’indice di energia dispersa da alcuni tipi di elettrodomestici. Un sistema che ha apportato grandi benefici sia ai consumatori (per il risparmio in bolletta) che all’ambiente.

 

La crescente attenzione dei consumatori verso i prodotti più efficienti ha portato le aziende a produrre elettrodomestici sempre più “virtuosi”. Questo ha però richiesto l’introduzione delle classi A+, A++ e A+++, che a lungo andare rischiavano di creare confusione e di rendere difficile il paragone con le altre fasce. Da qui la decisione dell’UE di riformare il sistema.

 

 

COSA È CAMBIATO

 

Nell’ottica della semplificazione e della chiarezza, la nuova etichettatura elimina il simbolo “+” e reintroduce la scala di valori contrassegnati solo dalle lettere, dalla A (classe più efficiente) alla G (la meno efficiente). I criteri di assegnazione diventano molto più severi, con il risultato che un elettrodomestico classificato dalle vecchie etichette come A+++ oggi potrebbe entrare addirittura in classe D.

 

Nei nuovi adesivi, inoltre, compare un codice QR, grazie al quale i consumatori possono avere informazioni più dettagliate sul prodotto – non di carattere commerciale ma sempre legate alla sua efficienza energetica – presenti sul database EPREL (European Product Database for Energy Labelling) dell’Unione Europea.

 

 

Le nuove etichette riguardano:

frigoriferi e congelatori (compresi i frigoriferi commerciali nei negozi e con funzione di vendita diretta)

lavastoviglie

lavatrici e lavasciuga biancheria;

televisori (ma anche tutti i display elettronici e i monitor)

lampade

 

Per far abituare gradualmente i consumatori, già dal 1° marzo le nuove etichette affiancano quelle vecchie, e continueranno a farlo fino al 30 novembre. Solo per quanto riguarda lampade e bulbi luminosi la modifica verrà inserita dal 1° settembre. Da dicembre 2021 sarà vietato vendere i prodotti con le vecchie etichette. All’inizio la classe A sarà vuota, per spingere le case produttrici alla ricerca e all’immissione sul mercato di elettrodomestici ancora più virtuosi. È previsto inoltre per marzo 2024 il divieto di vendita per i prodotti in classe G e anche per qualcuno in classe F.

 

 

I VANTAGGI: RISPARMIO E SOSTENIBILITÀ

 

Sostituire i dispositivi più vecchi è già un buon modo per iniziare a risparmiare in casa (e, contemporaneamente, per aiutare l’ambiente), ecco perché è importante leggere bene le etichette di efficienza energetica.

 

Soltanto il frigorifero, infatti, può arrivare a incidere del 10-15% sulle spese annue di una famiglia media per l’energia elettrica. Anche con la vecchia nomenclatura, un condizionatore di classe A+++ al posto di un vecchio apparecchio di classe B può far risparmiare fino a 90 euro all’anno.

 

Gli obiettivi dell’UE sono molto ambiziosi. Le nuove etichette dovrebbero orientare il mercato verso prodotti più efficienti, generando entro il 2030 un risparmio di 38 TWh/anno: il consumo annuale di energia elettrica di un Paese europeo di medie dimensioni!

 

Attenzione però se volete accedere al Bonus mobili ed elettrodomestici: in attesa di ulteriori indicazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate, l’agevolazione si riferisce alla vecchia etichettatura.



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