IL TRANSPORTER VOLKSWAGEN “BULLI”: UN MITO SU RUOTE

 

 

Certi miti non si dimenticano mai. Questo è il caso del Bulli, il camper puro più amato della storia. Conosci la storia di questa leggenda? Ecco come è iniziato tutto.

 

LA SORPRENDENTE STORIA DEL VAN VOLKSWAGEN

 

La sua storia è curiosa così come il suo vezzeggiativo dovuto alla contrazione dal tedesco di BUs e LIeferwagen (furgone). Nel 1947, un uomo d’affari olandese durante una visita allo stabilimento Volkswagen, si imbatté in un carrello per uso interno realizzato “decapitando” un Maggiolino scartato dalla produzione. In quel momento, nacque l’idea di un piccolo autobus, e abbozzò su un foglio le forme del futuro Transporter. Presentato al Salone di Ginevra nel 1950, il veicolo ottenne un grande successo, e quattro anni dopo aveva già 30 diverse versioni.

 

 

SIMBOLO DI UNO STILE DI VITA NOMADE

 

La consacrazione del Bulli come icona giunse col movimento hippy; infatti alla fine degli anni Sessanta, divenne il simbolo di una vita nomade. Migliaia di Transporter Volkswagen di terza mano, riverniciati e trasformati in camper colorati, divennero il manifesto di un nuovo stile di vita in libertà.

 

 

UNA LEGGENDA MONDIALE

 

In un mondo che non conosceva ancora il concetto di globalizzazione, a partire dai primi anni Sessanta il Transporter Volkswagen conquista consensi e prende nomi diversi. Per i britannici è il VW Panelvan, negli Usa è noto come VW Bus, in Sudafrica come Campervan e in Brasile come Kombi. In Italia è chiamato anche Westfalia, dal nome del costruttore dell’allestimento camper. 

 

Una pagina pubblicitaria del minibus Volkswagen per gli Usa.

 

LE 6 GENERAZIONI DEL BULLI

 

Un bestseller mondiale già alla sua prima generazione, che raduna ancora oggi appassionati e fan in manifestazioni in tutta Europa. Settant’anni dopo la sua nascita, il Volkswagen Transporter è diventato una vera icona, i veicoli usati d’epoca raggiungono ancora oggi i prezzi migliori sul mercato. Ripercorriamo la sua storia attraverso le sue sei generazioni di grande successo commerciale.

 

 

T1: 1950 _ T2: 1967_ T3: 1979_ T4: 1990_ T5: 2003_ T6 e T6.1: 2015 e 2019 

 

Si può, tuttavia, operare una distinzione fondamentale fra:

 

– le prime tre serie, T1, T2 e T3 di derivazione Maggiolino, con trazione posteriore e motore a sbalzo sul retrotreno;

 

– le generazioni successive (T4, T5 e T6) con trazione anteriore e motore anteriore.

 

Negli anni il Bulli è rimasto fedele a sé stesso, ma il veicolo e le sue esigenze hanno continuato ad evolversi e con la versione elettrica l’iconico pulmino sarà proiettato nel futuro. Con l’ID. Buzz il van elettrico di Volkswagen sarà una realtà, resta solo di avere una data precisa presumibilmente dal 2022.

 

La combinazione di design inconfondibile, affidabilità e durata plasmerà anche il futuro del micro bus VW. E questo sarà elettrico e autonomo. Il Gruppo Volkswagen ha annunciato l’introduzione del nuovo ID completamente elettrico per il 2022: il BUZZ

 

In oltre 60 anni si è fatto strada nei cuori dei suoi estimatori diventando un vero e proprio simbolo. I suoi primi modelli, ormai veicoli d’epoca, vengono contesi all’asta a prezzi importanti; un modello del 1963 a Las Vegas è stato battuto a 198.000 dollari. Basta una ricerca in rete per scoprire che c’è chi lo usa per attraversare tutto il continente americano dal Brasile all’Alaska (kombilife.com) e chi invece pubblica un video tutorial su restauro e trasformazione di un Panelvan del 1955. Ancora oggi appassionati e fan del Bulli si ritrovano ai diversi raduni e manifestazioni per condividere il loro entusiasmo per la star indiscussa dei van….e  sicuramente la storia non finirà qui!



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