LA SERRA IDROPONICA PIÙ GRANDE DEL MONDO SU UN TETTO A MONTREAL
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Seguendo la tendenza di massimizzare gli spazi verdi urbani, Lufa Farms ha aperto a Montreal, in Canada, una serra idroponica in cima a un edificio che prima ospitava scartoffie, fotocopiatrici e telefoni. È la più grande del mondo, grazie alla sua estensione di ben 15.000 metri quadrati (quanto 3 campi di calcio). In questo enorme spazio ora ci sono 69.000 piante di pomodori e 5.000 di melanzane, oltre a peperoni, zucchine, cetrioli, sedano, cavoli e broccoli, senza dimenticare vari tipi di insalate e lattughe.

UN MODELLO DI AGRICOLTURA SOSTENIBILE
Lunghe file di piantine dritte e perfette, colori accesi esaltati dal sole. Corridoi verdi di cui quasi non vedi la fine. Tutto isolato nei doppi vetri delle schermature a risparmio energetico automatiche, che creano un microclima unico, tanto che non sembra quasi di stare in città.
Quella realizzata dalla Lufa Farms a Montreal, nel quartiere di Saint-Laurent, è la serra urbana più grande del mondo: 15.000 metri quadri di coltivazioni idroponiche in cui, al posto della terra, le piantine crescono adagiate nella fibra di cocco e vengono nutrite con soluzioni minerali liquide.
L’impollinazione avviene naturalmente, tramite i bombi, con le vespe e le coccinelle che fanno da arma di contrasto agli afidi (e quindi non c’è bisogno neanche dell’utilizzo di pesticidi). Un modello di agricoltura pulita e sostenibile che potrebbe dare un contributo importante alla resilienza della catena di produzione e consumo del cibo.

IL VERDE SUI TETTI DI MONTREAL
Lufa Farms, fondata nel 2009, ha come obiettivo trasformare il mondo in un luogo sostenibile. Per questo la neonata serra di Saint-Laurent ha anche tre sorelle a Montreal nei quartieri di Laval, Anjou e Ahuntsic: quattro serre urbane enormi che sorgono tutte su tetti di edifici industriali recuperati, in cui l’azienda coltiva frutta e verdura.
Ogni settimana viene raccolta una quantità di frutta e verdura sufficiente per 20.000 famiglie. Al piano terra del magazzino è stato inoltre costruito un centro di distribuzione che, oltre a vendere la merce, la smista alle varie attività cittadine, tra cui i ristoranti.

IL SOGNO DI DUE RAGAZZI
Dietro al progetto ci sono due ragazzi: Mohamed Hage, imprenditore libanese trapiantato in Quebec e sua moglie Lauren Rathmell, americana del Vermont. Se chiedete qual è la loro missione, rispondono senza celare l’ambizione: “Ripensare completamente il sistema alimentare”.
L’idea è quella, non nuova, di produrre cibo a pochi metri da chi lo consuma attraverso i principi dell’agricoltura sostenibile: non sprecare acqua, non utilizzare pesticidi sintetici, non consumare “nuova” terra e risparmiare energia.
La sfida di Lufa Farms è di provarci nei centri urbani, aree densamente popolate in cui, se da un lato è più complicato coltivare, dall’altro – notano Lauren e Mohamed – “L’incrocio tra domanda e offerta può avvenire in maniera più veloce e sostenibile”.

LE NUOVE SFIDE DI LUFA FARMS
La compagnia sta lavorando adesso all’elettrificazione della flotta dei furgoni di consegna, con l’obiettivo di raggiungere la completa indipendenza da fonti di energia fossile.
Il prossimo passo è uscire dal Québec per esportare questo modello virtuoso di coltivazione urbana e sostenibile ad altre metropoli sparse nel mondo, “a cominciare dai vicini Stati Uniti, fino ad arrivare in Europa”.
Tutto ciò tenendo ben presente il mantra fondamentale dell’agricoltura sostenibile: soddisfare i bisogni delle società del presente, senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri.
