SIETE CAMPERISTI DA CANE O DA GATTO?
#QuaLaZampa: i consigli del veterinario, dottoressa Dorella Bandini
Lo immaginavate? Uno studio condotto dai californiani Aline e Robert Kid su un campione di possessori di cane o gatto suggerisce che i primi sono più propensi alla socialità. E in effetti anch’io, in base alla mia esperienza di veterinaria, mi sento di confermare che “la gente da cane” (per usare una definizione utilizzata da Danilo Mainardi nel suo libro Il cane secondo me) è maggiormente sociale e incline ai rapporti interpersonali rispetto alla “gente da gatto”. Per cercarne la ragione basta soffermarsi sul carattere stesso dei nostri amici pelosi messo in evidenza dai test comportamentali.
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Fido, sociale e molto interattivo, legato al nucleo familiare che considera il suo branco, cerca generalmente la collaborazione dell’uomo prima di mettersi alla prova. L’individualista Micio, dal canto suo, non perde tempo a cercare aiuto e se la cava da solo: ama mantenere sempre un certo distacco e decidere con indipendenza il momento giusto da condividere con noi.

Anche nella loro veste di pazienti le due specie rivelano profonde differenze. Fido, timoroso o festosamente scodinzolante, entra in ambulatorio al guinzaglio con il suo padrone al quale di solito obbedisce e si affida per salire sul piano antiscivolo del tavolo da visita; se è tenuto dal proprietario, è quasi sempre collaborativo.

Micio dal canto suo di regola arriva nel trasportino dove attende il suo turno sbirciando sospettoso dallo sportellino. Se con il gatto il mio approccio è più paritetico devo essere comunque prudente, perché sta a lui scegliere come e quando farsi toccare, omaggiandomi con fusa sonore o – se non gli vado a genio – cercando di assestare la graffiata di rito che non risparmia neppure il suo umano.

Sembra che i proprietari di cani siano più performanti e inclini alla “dominanza sociale” rispetto agli amanti dei gatti, che risulterebbero più individualisti e al tempo stesso – specialmente le donne – più sensibili e meno aggressivi. Io mi sento affine ai secondi e adoro la personalità di Romeo, il gatto nero che reduce da una travagliata vita randagia ha scelto di vivere con me: mi accompagna in ambulatorio restando per ore “coccoloso” e misterioso sulla mia scrivania fissandomi… Finché d’improvviso gratta alla finestra chiedendo di uscire per andare a fare i fatti suoi. La convivenza con la mia dog family è sicuramente più impegnativa, eppure non riuscirei a vivere senza la compagnia talora invadente, ma sempre affettuosa e speciale, dei miei dodici cani.

A metà strada fra la socialità incompiuta del gatto e la complicità totale del cane, non saprei chi scegliere. Sono riservata, poco propensa ai rapporti interpersonali e non amo attaccare bottone con i vicini di camper come fa invece mio marito, un gran chiacchierone e sicuramente un tipo “da cane”.
Tuttavia, quale “donna da gatto” sono più tollerante e meno aggressiva di lui quando è alla guida e quando rivela una certa tendenza al predominio nella scelta degli itinerari. Insomma, sarei una “camperista da gatto” se la mia esistenza non fosse ormai indissolubilmente legata alla chiassosa dog family.
