Ho perso la testa. Ma dovrei avere un backup

5 ottimi motivi e una curiosità sull’importanza del salvataggio dei dati in occasione del World Backup Day

 

“Io ne ho viste cose che voi umani non potreste immaginarvi […] E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo, come lacrime nella pioggia”. Chi non ricorda lo straordinario monologo del film Blade Runner? Si celebra il 31 marzo il World Backup Day, la giornata mondiale dedicata alle tecniche di backup. Letteralmente “backup” significa sostituto o riserva: è il procedimento che consente di ottenere una copia di riserva dei nostri dati digitali. Un processo fondamentale, nel mondo digitale che viviamo. Capita infatti per semplici errori, danni al computer o smarrimento dello smartphone che i nostri dati si perdano come lacrime nella pioggia. Ecco 5 buoni motivi (e una curiosità) per fare subito un backup, approfittando del tempo che ci offre la permanenza in casa.

 

Ma ti ricordi l’acqua verde e noi...

Le foto delle vacanze, dei viaggi in camper, dei primi amori, i compleanni dei bimbi, i momenti più significativi della nostra vita. Tra tutti i tipi di dati, le fotografie sono senza dubbio quelli emotivamente più preziosi. Non meno importanti a livello di legame emotivo possono esserlo tanti messaggi scambiati con i partner o comunque con le persone più care. Dimmi la verità, non ne hai mai conservato qualcuno davvero importante, che ti scaldava il cuore? Per non parlare dei numeri di telefono. Di rado ormai vengono trascritti su una rubrica cartacea. Molti magari sono di uso frequente ed è possibile recuperarli, ma non tutti, soprattutto quelli registrati di sfuggita. Perdere tutto ciò rappresenterebbe un duro colpo, per chiunque!

Proteggi il tuo lavoro

Computer, smartphone, tablet, non sono più soltanto mezzi di comunicazione o semplici strumenti di svago, usati per stare in contatto con gli altri, per fotografare e per giocare. Rappresentano anche importanti strumenti di lavoro e didattica, dispositivi che ci supportano quotidianamente (e in ogni luogo) sia con le attività professionali che con la scuola. Ce ne stiamo rendendo conto proprio in questo periodo di permanenza forzata in casa: senza di loro molti non potrebbero né lavorare né studiare. Con i nostri dispositivi digitali oggi facciamo ricerche per la scuola, realizziamo presentazioni per l’università e documenti di lavoro. Con un semplice backup puoi mettere al sicuro ore e ore di lavoro, mentre la perdita dei dati finanziari o di documenti importanti potrebbe causare un grosso danno economico. Saresti di sicuro arrabbiato se dovessi perdere la presentazione sulla quale hai lavorato per ore. Ma soprattutto: chi lo spiegherebbe al capo?

Credevo fosse amore invece era un backup

Un backup è come l’amore! No, nessun componimento poetico, non preoccuparti. Intendiamo semplicemente dire che purtroppo comprendiamo l’importanza di un backup soltanto dopo aver perduto i nostri dati, come a volte possiamo accorgerci dell’importanza di persone e cose soltanto quando è troppo tardi. Meglio evitare allora di trovarci in questa spiacevole situazione: prima facciamo un backup, meglio è! Del resto, lo dicono anche le statistiche. Solo il 30% delle persone non ha mai fatto backup, mentre la perdita dei dati può avvenire in qualsiasi momento: nel 29% dei casi in maniera del tutto casuale! Si calcola che ogni minuto 113 smartphone vanno smarriti o sono rubati. Un dispositivo elettronico su dieci è inoltre vittima di attacchi informatici. Un attimo, un attimo, dove corri? Finisci almeno di leggere l’articolo prima di fare un backup!

Facilità

Non pensare a complicati algoritmi, procedimenti complessi o innumerevoli e strani software da installare. Non c’è bisogno di conoscenze informatiche avanzate o di essere dei geni: le operazioni di backup oggi sono abbastanza intuitive. Molti dispositivi inoltre permettono di farlo automaticamente con cadenza giornaliera o settimanale. Se perdere i propri dati è purtroppo semplice, per i motivi più disparati (un banale errore, smarrimento o furto del dispositivo, un virus o un attacco hacker nel caso più estremo) è altrettanto facile creare un backup. Una volta compreso come fare, l’operazione si esegue in brevissimo tempo.

Con i dati tra le nuvole

Ci sono casi davvero insidiosi, nei quali un virus cancella i nostri dati o un hacker li “prende in ostaggio”, chiedendo il pagamento di un riscatto per sbloccarli. Con un backup saremmo protetti anche da minacce di questo tipo, magari di bassa probabilità ma reali. Soprattutto, con un backup realizzato attraverso un servizio in cloud (letteralmente “sulla nuvola”, cioè tramite internet, in rete) possiamo avere accesso costante ai nostri dati, in ogni luogo e in ogni momento. Abbiamo smarrito o semplicemente cambiato il cellulare? Lavoriamo da un altro computer (per esempio con quello domestico, in questo periodo)? Niente paura: con un backup in cloud abbiamo accesso costante ai nostri dati, tenuti al sicuro e a disposizione. Ci sono tanti ottimi servizi anche gratuiti che garantiscono privacy e sicurezza.

Curiosità: il papà del backup

Per secoli è stata la Chiesa a detenere il primato sulla cultura, e suo è stato anche il compito di creare copie di scritti e documenti, a tutti gli effetti i primi backup della storia. Già verso la fine del X secolo, l’uso della pergamena e lo sviluppo sociale ed economico degli ordini religiosi richiedevano la conservazione di moltissimi documenti. In questo periodo nacquero infatti i “notari”, che ordinavano e custodivano il materiale proveniente dagli uffici comunali. Anche i monaci amanuensi intanto avevano fatto crescere l’attività di copia dei libri e dei codici miniati in monasteri, conventi e abbazie, portando l’arte della copia degli antichi testi al culmine nel XIV e XV secolo. Fu proprio in quest’ultimo periodo che un giurista napoletano, Paride del Pozzo, scrisse il “De reintegratione feudorum”. Il trattato conteneva anche precise istruzioni per organizzare gli archivi e gestirne il recupero, e indicazioni sulle modalità di ricostruzione dei documenti divenuti inconsultabili per le più svariate ragioni. Se volessimo cercare un “padre” del processo di backup e restore dei dati, sarebbe Paride del Pozzo!



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