UN VIAGGIO NELLA FOOD VALLEY ITALIANA – I MUSEI DEL CIBO

Se Silvano è una guida d’eccezione, non lo è certo di meno Giancarlo, coordinatore dei Musei del Cibo della Provincia di Parma. Nati con un progetto del 2000, le diverse strutture espositive si propongono di valorizzare i singoli prodotti che vengono “raccontati”, oltre all’economia e alla cultura locale, ma non solo.

 

“Vogliamo costruire un nuovo prodotto turistico, sviluppando itinerari enogastronomici che vadano a coinvolgere i luoghi di produzione tipica già ‘viventi’ sul territorio, soprattutto quelli più idonei per storia, processo e qualità. Vogliamo che questi luoghi, il territorio, la gente che lo abita e lo visita interagisca con i Musei stessi, con gli eventi che organizziamo e con gli itinerari enogastronomici”, spiega Giancarlo.

 

Tutti i Musei del Cibo della Provincia di Parma hanno riaperto dopo il lockdown e sono visitabili su prenotazione, usando i dispositivi igienici indicati dalle norme di sicurezza (mascherina e guanti). Noi siamo fortunati, non solo perché possiamo avvalerci delle spiegazioni di Giancarlo, ma anche perché con la tessera del PLEINAIRCLUB c’è il biglietto ridotto per l’iscritto e il nucleo familiare per tutti i Musei del Cibo.

 

Partiamo dalla struttura più giovane. Suprema delizia di questa terra modellata dal Grande Fiume, il Culatello racconta la sua storia nel Museo del Culatello e del Masalén a Polesine Parmense. “Un’antica tradizione legata al maiale nero di Parma, ai pozzi di acqua salata di Salsomaggiore e alla abilità dei masalén, i maestri norcini che ci hanno tramandato per generazioni  la sapienza per la lavorazione di questo squisito salume”. Il Museo è situato lungo la sponda del Po nell’Antica Corte Pallavicina, residenza nobiliare del XV secolo che oggi accoglie un resort d’alta classe e un ristorante di prodotti rigorosamente locali.

 

Soragna, uno storico e originalissimo caseificio a pianta circolare del 1848 accoglie il Museo del Parmigiano Reggiano. Strumenti e attrezzi d’epoca raccontano il miracolo della trasformazione del latte, che da otto secoli si ripete quotidianamente in questa terra generosa.

 

Collecchio troviamo la Corte di Giarola, antichissima “grancia” benedettina dove in due percorsi espositivi rivive la tradizione agricola di altri due prodotti che, sposati insieme in mille ricette, rendono l’Italia famosa del mondo. Parliamo della pasta e del pomodoro. Il Museo della Pasta racconta la storia del grano, della sua coltivazione e trasformazione, con un intero pastificio dell’800. Il piatto principe della cucina italiana si gusta al ristorante della Corte. Il percorso espositivo del Museo del Pomodoro narra invece la storia di questo frutto delle Americhe e della sua straordinaria diffusione nel territorio parmense, ancor oggi leader nella trasformazione. Il tutto attraverso antichi macchinari e inattese curiosità, ovviamente all’insegna del pomodoro.

 

Allestito nella Rocca Sanvitale a Sala Baganza, posta al centro di colli coperti di viti, il Museo del Vino offre nelle sue cantine un viaggio affascinante alla scoperta del vino parmense, dai reperti di epoca romana agli attrezzi della viticoltura, dagli oggetti della cantina fino alla degustazione.

 

Un altro splendido maniero parmense da non perdere è il Castello di Felino, nell’omonima località. Sorto a difesa dei percorsi della Val Baganza già nel XII secolo, domina dal colle la pianura e offre un panorama suggestivo dalle sue torri e dai suoi loggiati. Il Cortile d’Onore dal fascino antico accoglie anche un ristorante di charme, aperto solo su prenotazione, ma non solo.

“In questo luogo che racconta molto del passato locale, ci sembrava giusto far rivivere la storia del Principe dei Salumi. Per questo le antiche cantine del Castello di Felino accolgono il Museo dedicato a una specialità talmente legata al territorio da portarne il nome”. Nel Museo del Salame di Felino possiamo imparare molto del Salame Felino, del maiale nero parmigiano, della cucina rinascimentale e dell’arte dei norcini unita alla sapienza degli artigiani che ancor oggi lo propongono.

 

Dopo il Principe dei Salumi, il nostro viaggio non poteva che concludersi a Langhirano con il Re, sua maestà il Prosciutto di Parma. “Non è un caso che il Museo del Prosciutto di Parma sia nato qui: questa è una zona d’elezione per la sua produzione. Il percorso nasce nella vasta struttura dell’ex Foro Boario, fra il centro storico di Langhirano e il torrente Parma”.

Al Museo del Prosciutto di Parma e dei Salumi Parmensi troviamo tutta la storia e il profumo del prosciutto, dal maiale al sale, dalla sapienza dei norcini alle antiche ricette fino alle tecniche di ieri e di oggi. E dopo la visita, ricca di curiosità inattese, la gioia dell’assaggio nella Prosciutteria del Museo e nel negozio dei prodotti del territorio.

 

“Non si può raccontare storia e vita di questi prodotti senza godere dei loro profumi e dei loro sapori”. Per questo i Musei del Cibo della Provincia di Parma sono più di semplici esposizioni, ma propongono percorsi esperienziali con degustazioni o proprio con un ristorante o un negozio interno.

 

Prima di salutarci, Giancarlo ci invita a visitare i Musei del Cibo della Provincia di Parma e ci ricorda che oltre allo sconto per la convenzione (biglietto ridotto per l’iscritto e il nucleo familiare), è attiva una fantastica promozione speciale con la tessera del PLEINAIRCLUB! Nei weekend fino al 30 settembre 2020 c’è lo sconto del 50% sulla visita guidata (10 euro anziché 20) a fronte di almeno due ingressi. Le visite ai Musei vanno prenotate.



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