Riconoscere e curare le dermatiti da stress di cani e gatti
#QuaLaZampa: i consigli del veterinario, dottoressa Dorella Bandini
Visitando cani e gatti mi capita di diagnosticare patologie favorite, anche per i miei pazienti pelosi, dal logorio della vita moderna e dalla convivenza con umani stressati e nevrotici. Quando Fido si lecca continuamente in un punto, di solito sugli arti anteriori, oppure al gomito o fra le dita delle zampe, la pelle si infiamma, si ispessisce e diventa così pruriginosa da stimolarlo a leccarsi ossessivamente. Questo comportamento può portare alla caduta del pelo e la pelle, a causa dell’autotraumatismo che favorisce la proliferazione di batteri e lieviti, si infetta sino a dare origine a una foruncolosi di difficile guarigione

La diagnosi di ulcera da leccamento (o granuloma da leccamento) è più frequente nei cani di grossa taglia. Nella ricerca delle cause cerchiamo innanzitutto di capire se soffre di un’allergia alle pulci, al cibo o all’ambiente.
Fatta eccezione per i casi di trauma remoto o post-chirurgico, di osteoartrite, di neuropatia batterica o di un’acariasi occulta della pelle, l’origine è spesso psicogena o da disturbo ossessivo e compulsivo ed è legata a fattori quali noia, stress e ansia. In questi casi Fido tende a leccarsi anche quando viene visitato: il leccamento, liberando endorfine, gli dà una sensazione piacevole e rassicurante.
Cosa fare dunque? Per escludere la presenza di acari può risultare utile il raschiamento della pelle, mentre un esame citologico e una biopsia sono opportuni se si sospetta il cancro della pelle. Nella forma psicogena può essere invece di aiuto un consulto con un comportamentista, una terapia antibiotica, un curettage chirurgico anche con laser e – nei casi estremi – la prescrizione di farmaci antidepressivi.

Se preferiamo le cure alternative, procuriamoci delle sostanze amare da applicare sulle lesioni (come il miele di manuka) e un collare elisabettiano per impedire il leccamento; e da ultimo, ma non per importanza, evitiamo di lasciare troppo a lungo da solo il nostro amico a quattro zampe.

A Micio invece lo stress, che può essere scatenato anche da un banale cambio di arredamento o da una nostra assenza prolungata, procura l’alopecia psicogena che tanto allarma i proprietari quando le zone tonsurate e senza pelo (di solito pancia e schiena) sono estese; fortunatamente, questa patologia non degenera di solito in dermatiti gravi e si risolve con ferormoni, spray alle erbe tranquillizzanti, fiori di Bach, una dose maggiore di coccole e un ritorno alla routine a cui è abituato.
Tra i disturbi comportamentali del gatto c’è la Rolling Skin Syndrome, meglio conosciuta come neurodermatite felina atipica: per fortuna non molto diffuso, è un problema ben più grave del precedente e colpisce in particolare i soggetti chiusi a lungo in solitudine fra le pareti domestiche. La causa di questa iperestesia felina può essere genetica, neurologica o dovuta a forti stress in caso di cambiamenti radicali dell’habitat in cui l’animale vive.
Micio sembra impazzire all’improvviso rincorrendosi la coda, saltando al minimo stimolo e morsicandosi il fondo schiena con foga. In questi casi la cura è difficile; sarà importante lasciarlo solo il meno possibile, coccolarlo e giocare con lui. Come sosteneva l’etologo Danilo Mainardi, “la depressione felina da reclusione è una patologia seria, ma basta poco per prevenirla. Per molti gatti è addirittura meglio interagire con un umano che con un altro gatto: una sorta di man therapy”.
