Etologia moderna: come comprendere i bisogni dei nostri amici animali

#QuaLaZampa: i consigli del veterinario, dottoressa Dorella Bandini

 

Nel rapporto che si costruisce con l’amico a quattro zampe è necessario comprendere ciò che gli reca piacere, mettendolo a suo agio: a uno dei miei cani, ad esempio, piacciono le gare di motori roboanti. Non sempre i quattro zampe sono stati compagni di vita: dall’addomesticamento di Fido, all’epoca dell’Homo Sapiens, e dall’adorazione della gatta Bastet (dea egizia) sono passati millenni. Il nostro rapporto con cani e gatti è cambiato, e a volte per la forte empatia rischiamo di non intuire i loro bisogni naturali. Come possiamo evitarlo?

 

 

Anch’io sono cresciuta in un altro contesto, a contatto con gli animali da cortile del podere di mia nonna dove vigevano le rigide regole contadine che prevedevano per ogni animale un preciso scopo – soprattutto alimentare – a favore dell’uomo… ma nonna Doria, che precorreva i tempi, aveva già intuito quanto fosse bello e importante per me interagire con l’agnellina Bianchina e la maialina Gigetta, che erano diventate fedeli e inseparabili compagne di gioco.

 

E mentre Laika lasciava il posto di guardia al pagliaio solo per una breve corsa, e ai tanti gatti spettava solo la caccia spietata ai topi, e i coniglietti vivevano gioiosi la loro breve vita senza guinzaglio, le cose cominciavano a cambiare

 

 

Il rapporto con gli animali si è evoluto e tanti di noi hanno scoperto quanto sia completante vivere con loro. Oggi si stima che in Italia siano circa sette milioni i cani – e otto i gatti – che condividono con noi le loro esistenze, viaggi inclusi. La statistica calcola che metà della popolazione abbia almeno un animale domestico (gli uccelli sono al primo posto) ed è provato che la loro compagnia ci arricchisce di emozioni, ci aiuta a superare momenti spiacevoli e in generale ci fa stare meglio.

 

 

Diventa sempre più difficile separarsi da loro e capita che empatia e condivisione a volte siano tanto forti da rischiare di non intuire certi loro bisogni naturali, creando così problemi comportamentali anche gravi

 

Se l’etologia è la scienza che studia il comportamento dell’animale nel suo ambiente naturale, incuriosisce e sorprende vedere come i nostri amici a quattro zampe si adattino a nuove situazioni e accettino tante novità pur di stare con noi.

 

 

Il nostro border Drift, che subisce la passione per i motori di mia figlia, ci stupisce ogni volta che ci accompagna in autodromo (a Varano de’ Melegari, in provincia di Parma, su richiesta si può parcheggiare anche con il camper; e i cani sono benvenuti): oltre a non essere affatto turbato dai rumori, si gode lo spettacolo delle auto rombanti scodinzolando incuriosito.

 

Al Motor Show di Bologna ci siamo goduti un weekend movimentato con Drift che si è lasciato fotografare con le auto più ammirate, interagendo con le modelle, seguendo le gare nell’arena, e ricevendo un cappellino per la sua simpatia.

 

TUTTO BENE! 

 

Se il benessere è uno stato generale di buon equilibrio fisico-mentale in cui l’animale si trova in armonia con l’ambiente circostante, è compito nostro far sì che Fido, Fufi e compagnia stiano bene.

 

 

Ricordando le cinque “libertà” stilate dal comitato Brambell nel 1965 dobbiamo fare in modo che non siano mai malnutriti (anche nell’accezione dell’eccesso, che porta all’obesità, e dell’incostanza che dà varie patologie alimentari), che siano sempre a loro agio, che non si ammalino, che possano manifestare comportamenti normali, che non siano mai sottoposti a stress (anche nell’addestramento) e a paure inutili; anche se lo stress, quello fisiologico che si ha in situazioni con particolari stimoli, favorisce l’adattamento e rientra nella normalità. Situazioni estreme o insolite, se preparate e vissute con intelligenza, possono arricchire e rendere ancor più speciale il nostro rapporto con loro.

 

Ricordiamoci quali sono i segnali più preoccupanti: orinazioni e defecazioni troppo frequenti (fino alla diarrea), rigidità muscolare e tremori, inappetenza, vocalizzazioni eccessive, danneggiamento di oggetti, perdita di pelo, midriasi e sudorazione dei cuscinetti.

 

E quando ci guardano con gli occhi sbarrati, il muso corrucciato e le orecchie di lato, tenendo la lingua a spatola… è meglio rivedere il nostro concetto di benessere, e tranquillizzarli.



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