Tornare in forma dopo il lockdown – Dottoressa Debora Rasio

Sono passati quasi due mesi dal lockdown che ha chiuso un’intera nazione dentro le mura delle proprie case e in questo frangente molti hanno combattuto ansia, noia e depressione mangiando di più e spesso male.

 

Ora che l’estate è alle porte e muoversi all’aperto e reperire cibi particolari per molti è ancora difficile, impegnarsi per perdere i chili acquistati può apparire come un’ulteriore complicazione, da aggiungere alle tante attuali.

 

digiunoEppure liberarsi rapidamente dai chili accumulati senza troppi sacrifici e senza dover modificare drasticamente il proprio stile alimentare non solo è possibile ma anche facile: basta mangiare un po’ di meno – non certo un concetto nuovo – sfruttando diverse tecniche di digiuno testate dalla scienza da inserire in modo mirato all’interno della nostra routine alimentare.

 

LA STRATEGIA

Alternare periodi di restrizione calorica a periodi di alimentazione normocalorica si è rivelato molto efficace – in studi su animali e sull’uomo – per abbassare i livelli di insulina, ridurre l’infiammazione, la pressione sanguigna e i livelli di lipidi che circolano nel sangue, migliorare il livello di energie e la salute del cervello e – se il deficit calorico dei due giorni non è compensato da un corrispondente incremento delle calorie nei restanti giorni – anche per perdere peso.

 

Le diverse tipologie di stili alimentari che contemplano il digiuno si basano sul principio che noi esseri umani non siamo fatti per mangiare continuamente, tutti i giorni, tre pasti completi con l’aggiunta, spesso e volentieri, degli spuntini. Così facendo non diamo mai modo alle cellule di consumare le loro riserve di glucosio e iniziare a bruciare il grasso depositato nei tessuti.

 

grassi buoni
Utilizzare i grassi come fonte di energia è, invece, molto vantaggioso perché nel processo si generano delle molecole, dette corpi chetonici, che “resettano” i mitocondri, le nostre centraline energetiche, aumentandone l’efficienza e persino il numero. Il risultato è che le nostre cellule iniziano a funzionare meglio e diventano molto più resistenti a diversi tipi di stress.

 

La maggior parte di noi, consumando ogni giorno tre pasti più una serie di spuntini, non sperimenta mai questo tipo di beneficio e, a lungo andare, questo compromette la nostra salute. Mangiare continuamente, inoltre, non fornisce mai una “tregua” alle cellule che devono costantemente impegnarsi a trasformare il cibo in energia, a scapito delle funzioni, altrettanto importanti, di riparo e rigenerazione, che si svolgono prevalentemente durante la notte.

 

IL NOSTRO CORPO NELLE 24h

Il nostro corpo, non funziona nello stesso modo 24 ore al giorno ma svolge diversi compiti a seconda della presenza di luce e oscurità. Noi esseri umani, infatti, siamo evoluti come predatori diurni (al contrario, ad esempio, dei topi che hanno un ritmo opposto al nostro e cacciano di notte), questo significa che i nostri sistemi enzimatici preposti alla digestione e trasformazione del cibo in energia sono programmati per bruciare efficacemente le calorie di giorno, durante le ore di millenaria attività.

 

stressGli stessi enzimi, invece, la sera funzionano molto meno bene per cui non solo stentano a trasformare le calorie in energia – con conseguente accumulo di grasso – ma, al contempo, producono durante il lavoro metabolico molto più stress ossidativo-infiammatorio che, se da una parte ci fa ingrassare, dall’altra accelera l’invecchiamento e la comparsa di malattie.

 

 

In questa alternanza di funzioni tra il giorno e la notte, gli enzimi che si occupano della detossificazione, del riparo del DNA e della rigenerazione delle parti di cellule che si sono usurate durante la giornata, invece, operano prevalentemente durante la notte, soltanto, però, se resta abbastanza tempo e energia a disposizione per farlo. Quando, infatti, mangiamo tanto e tardi, tutte le energie a disposizione del corpo saranno impegnate prima nella digestione e metabolismo del cibo e poi nello spegnimento dell’intenso fuoco infiammatorio generato nel processo, così che non ne rimarranno a sufficienza per fare i dovuti lavori di manutenzione con la conseguenza che, l’indomani, ci ritroveremo al mattino più invecchiati rispetto al giorno precedente e, spesso, anche ingrassati.

 

IL DIGIUNO AL RITMO DI GIORNO/NOTTE

Il digiuno, quindi, è la medicina che corregge i molteplici squilibri generati da uno stile di vita che non rispetta l’alternanza del giorno e della notte e la frugalità insita all’equilibrio della vita. Il digiuno sarà ancora più vantaggioso quando rispetta il ritmo di giorno/notte attenendosi al vecchio detto – condiviso da tutti i popoli – di fare “la colazione da re, il pranzo da principe e la cena da povero”.

 

 

Digiunare permette al corpo di iniziare finalmente a bruciare i grassi che si accumulano negli organi e che rendono le nostre cellule più insensibili ai segnali ormonali e meno capaci, quindi, di svolgere le loro molteplici funzioni: digerire, assimilare, trasformare il cibo in energia, eliminare le tossine, controllare l’infiammazione, combattere le infezioni. Poiché il digiuno aumenta l’efficienza dei mitocondri, avremo anche più energie a disposizione per svolgere tutte queste funzioni.

 

 

Si può digiunare in molti modi, ma tra le strategie che si sono dimostrate più efficaci ne spiccano due: il digiuno 18/6 o 16/8 in cui si restringe il tempo di consumo del cibo nell’arco della giornata a 6-8 ore al giorno e il digiuno 5:2, in cui si mangia normalmente per 5 giorni a settimana e si consumano 2 giorni a settimana 500 kcal le donne e 600 kcal gli uomini.

 

È bene sapere che la tolleranza al digiuno si sviluppa gradualmente e la sensazione di fame e irritabilità che alcuni percepiscono all’inizio di solito passa dopo due settimane, al massimo un mese, non appena il corpo e il cervello si abituano a metabolizzare i grassi. Per questo potrebbe essere utile aumentare lentamente il numero di ore di digiuno o la frequenza dei giorni di digiuno nel corso di diversi mesi o persino anni.

 

IL DIGIUNO 18/6 o 16/8

Questa forma di digiuno intermittente consiste nel mangiare in un arco di tempo ristretto di 6-8 ore, e digiunare per le restanti 18 o 16 ore. Fondamentalmente si salta un pasto principale; idealmente, per ottenere i migliori risultati in termini di perdita di peso, dovremmo saltare la cena poiché nel redistribuire le calorie nella prima parte della giornata diamo una spinta fortemente attivante sul metabolismo.

Per non soffrire la fame dobbiamo mangiare di più a colazione e a pranzo, limitandoci a bere del brodo vegetale o delle tisane a cena.

La colazione, quindi, sarà abbondante e varia, idealmente ricca di tutti i macronutrienti: carboidrati, proteine e grassi.

Come fonte di proteine si può scegliere tra yogurt greco (ne contiene fino al doppio in più, rispetto a quello normale), uova, frutta secca oleosa, semi, ricotta.

I carboidrati sono da preferirsi con fibra, che aumenta la sazietà e riduce l’assorbimento del glucosio: fiocchi di avena o miglio, pane di segale o farro sono buone scelte.

I grassi saranno presenti nelle fonti proteiche già citate oltre che nell’eventuale burro, avocado o olio (extravergine di oliva o di semi di canapa) da usare come condimento o in cottura.

Gli zuccheri della frutta fresca aggiungeranno nutrienti importanti per il funzionamento delle cellule.

Il pranzo dovrà essere completo, quindi composto da carboidrati (meglio se in chicchi: ad esempio riso nero venere o rosso o integrale, farro, orzo, miglio, grano saraceno, quinoa ecc.), abbinati a una fonte di proteine a scelta fra legumi, pesce, carne, uova o latticini freschi (preferibilmente di capra, pecora o bufala, più digeribili rispetto a quelli vaccini), verdure cotte o crude e, eventualmente, un frutto piccolo.

Idealmente se consumiamo un primo abbondante, la porzione di secondo sarà più contenuta e, al contrario, se mangiamo un abbondante secondo, il primo potrà avere le dimensioni di un contorno.

La cena andrebbe completamente saltata e sostituita dall’assunzione di liquidi come tisane e brodi vegetali (senza verdure aggiunte). Magari i primi tempi si può consumare a cena una porzione di verdure scondite. Attenzione: in molti potrebbero scambiare l’eventuale “morso della fame” che può cogliere la sera dopo diverse ore di digiuno per vera fame e sentirsi tentati di rimediare mangiando. In realtà, in genere si tratta di una semplice contrazione dello stomaco, non abituato a essere vuoto, che spesso si risolve con l’assunzione di un liquido caldo (una tisana o un semplice bicchiere di acqua calda).

 

Il digiuno 18/6 o 16/8 in pratica

 

Colazione

Tè, caffè, tisane a piacere più una combinazione a scelta fra:

o   Yogurt greco bianco con frutta fresca, noci o mandorle, semi di canapa + una fettina di pane di segale o farro con burro e un velo di marmellata o con avocado o con crema di mandorle

o   Omelette con verdure + pane di farro con burro + kiwi o mela o 2 susine o prugne

o   Porridge di fiocchi di avena con mandorle, noci, burro chiarificato + yogurt bianco greco con fragole

o   Ricotta di pecora o capra con miele o frutta fresca e pinoli + fettina di pane di farro o segale con burro e marmellata o con avocado o con crema di mandorle

 

Pranzo

o   insalata mista o verdure cotte ripassate a piacere

+

o   Insalata di farro o orzo o quinoa o riso nero o riso rosso o riso basmati integrale o pasta di grano saraceno o di farro integrale

+

o   proteina a scelta fra: pesce (anche in scatola) o uova o ricotta di pecora o mozzarella di bufala o legumi a piacere o carne

+

o   frutto piccolo a piacere (facoltativo)

 

Cena

o   Tisana o infuso o brodo vegetale caldo (preparato con verdure ma senza dado, va filtrato e bevuto solo il liquido chiaro).

o   In caso di fame all’inizio è ok consumare una verdura all’agro (senza olio, si può condire con limone, aceto, spezie o erbe aromatiche).

 

 

N.B: Le calorie della colazione e del pranzo possono anche essere distribuite in 3 o 4 pasti più piccoli, purché gli stessi siano consumati in un intervallo di tempo di 6 o 8 ore.

IL DIGIUNO 5/2

Questa forma di digiuno consiste nel mangiare normalmente 5 giorni a settimana (quindi senza esagerare, altrimenti la dieta non funziona) e consumare soltanto 500 kcal le donne e 600 kcal gli uomini i restanti due giorni a settimana. Nei due giorni di restrizione calorica, che dovrebbero essere non consecutivi, è consigliato consumare prevalentemente proteine e verdure, in grado di fornire maggiore sazietà, e limitare, invece, l’apporto di carboidrati e zuccheri.

 

Il digiuno 5/2 in pratica

Nei due giorni di restrizione calorica le donne possono mangiare 500 kcal e gli uomini 600 kcal. Di seguito alcuni esempi di menù. Per condire si può usare limone, aceto, erbe aromatiche e spezie; l’olio non è consentito.

 

Colazione

Tè, caffè, tisane a piacere più una combinazione a scelta fra:

o   Yogurt greco bianco 2% 150 g + 3 cucchiai di fragole o mirtilli

o   Omelette con verdure + kiwi o nespola o prugna o mela piccola

o   Mela o pera 100 g + 70 g ricotta + 2 noci

 

Pranzo

o   150 gr di carne rossa magra o 180 gr carne bianca magra + verdure (circa 300 gr – solo verdure a foglia o zucchine) + 100 gr mela o albicocche o pompelmo o ananas o kiwi

o   150 gr di fagioli di soia o 70 gr (peso secco) fagioli neri o borlotti o 60 gr (peso secco) lenticchie o ceci o fagioli (altri tipi) o 300 gr di piselli (freschi o surgelati) + insalata di finocchi, rucola e valeriana

o   240 gr di pesce magro (merluzzo, sogliola, platessa, nasello, rombo, scampi, seppie, cernia) o 150 gr pesci grassi (calamari, pesce spada, ricciola, tonno, orata, polpo o tonno, cefalo) o 100 gr salmone o sgombro o sardine + 300 gr di verdure + kiwi

Cena

o   Tisana o infuso oppure brodo vegetale chiaro filtrato (preparato con verdure e senza dado).

 

N.B: Le calorie della colazione e del pranzo possono anche essere distribuite in 3 o 4 pasti più piccoli, purché gli stessi siano consumati in un intervallo di tempo di 6 ore.

 

L’antica pratica del digiuno oggi è riscoperta dalla scienza come rimedio semplice ed efficace – oltre che alla portata di tutti – per correggere il dilagante male moderno del troppo cibo che apre le porte non solo a obesità, ma anche a sindrome metabolica, diabete, malattie cardiovascolari, artrite, malattie neurodegenerative e tumori, mali moderni legati a doppio filo a un’alimentazione scorretta ed eccessiva.

 

Dr.ssa Debora Rasio
Laureata in medicina e chirurgia e specialista in oncologia, direttore del master di II livello in Medicina Integrata presso l’Università Telematica San Raffaele di Roma, autrice del bestseller Mondadori “La Dieta Non Dieta”, Debora Rasio vanta una notevole attività di ricerca anche all’estero – fra le collaborazioni quella con il Kimmel Cancer Center della Thomas Jefferson University di Philadelphia. Proprio l’attività come oncologa e i suoi studi nel campo della biologia molecolare l’hanno portata a interessarsi di alimentazione come strumento per tutelare la salute.



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