IL MOLISE DELLE DONNE. BIOSAPORI E FONTEMAZZOCCA – STORIA

“Quello è lo stemma del paese”, riprende Rita, indicandoci uno scudo sulla Porta Capo che riporta una grande lettera K. La nostra curiosità è presto svelata: “L’antico nome del paese era Kalena. Lo citano sia Tito Livio che Polibio, sapete? Ci sono varie ipotesi sull’origine del termine. Potrebbe derivare dalle Calende, il primo giorno del mese, importante giorno di mercato per i Romani. Oppure dal greco, col significato di ‘troppo bella’”.

 

Se poco si conosce sulle origini molto invece è legato al periodo della seconda guerra punica (217 a.C. in particolare). “Pare che i Romani fossero accampati proprio qui, quando il paese era solo una rocca. Dall’altra parte del Cigno, invece, Annibale aveva incendiato la città di Gerione e aveva deciso di farci la sua base per l’inverno. A lungo i due eserciti si controllarono a vicenda”. Gerione ora è un’interessante area archeologica con tracce di mura sannitiche. Distrutta nuovamente dal terremoto del 1456 non fu più ricostruita e gli abitanti si riversarono nei centri limitrofi come la rocca di Kalena, oggi Casacalenda.

 

Già proprietà dei Caracciolo e dei Capua, il paese passò ai napoletani Duchi di Sangro, contro i quali sulla scia delle rivoluzioni napoleoniche del 1799 si ribellarono i borghesi locali, guidati dal mastrogiurato Domenico De Gennaro. Ne seguì un sanguinoso assedio di tre giorni da parte di mercenari al soldo del re, che sparavano ai ribelli dalla parte più alta del paese, la Montagnola. “Da lì, quando è sereno, è possibile vedere anche il mare e le isole Tremiti”, suggerisce Antonella. I ribelli furono sconfitti con l’inganno, ma l’autorità del duca non era destinata a durare ancora molto.

 

 

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