Marturanum: avventura nella storia
Lazio, Etruria, Parco Regionale Marturanum, Viterbo
Risveglia l’Indiana Jones che è in te con un’avventurosa escursione nel più ricco sito archeologico dell’Etruria: la necropoli etrusca di San Giuliano.
Quota 360 m
Difficoltà medio-alta su sentieri e strade sterrate e asfaltate, con tratti scivolosi e alcuni guadi, ma comunque adatto anche a ragazzi prudenti e motivati
Periodo consigliato tutte le stagioni tranne l’estate
Percorso parzialmente segnato
Dislivello 230 m
Distanza 13 km
Tempo di percorrenza 5,30 h
Cartografia Il Lupo Monti della Tolfa
Informazioni www.parchilazio.it/marturanum

ROADMAP Da Barbarano Romano (341 m) per il Fontanile del Pisciarello (317 m), il Calatore di Pisciarello, l’ingresso della Necropoli di San Giuliano (351 m, +1 h) con visita del sito (30 min.): Tumulo Cima (346 m), Tomba Costa, Tomba Gemini (327 m), Tomba Rosi (337 m). Poi per la chiesa medievale di San Giuliano (347 m, +15 min.) e la vicina cisterna romana (344 m). Quindi per la tagliata etrusca verso Poggio Caiolo con visita del sito (1 h): Tomba della Regina (320 m), Scalinata del Cervo (326 m), le Palazzine (320 m), Tomba a due piani (328 m), Tombe a Portico (329 m), Tomba del Cervo (314 m). Poi fuori traccia con numerosi guadi lungo il Fosso del Neme fino alla confluenza con il Fosso del Biedano e la Seconda Mola (259 m, +1,30 h), la Terza Mola (252 m, +15 min.) e risalita a Barbarano Romano (+40 min.).
COME ARRIVARE Barbarano Romano è raggiungibile dalla S.S. 2 Cassia uscendo al bivio per Vico Matrino. I più volenterosi potranno raggiugere direttamente il sito archeologico con il treno, scendendo alla stazione di Vetralla della linea ferroviaria FL3 Roma-Viterbo e seguendo poi il sentiero segnato CAI 103 (1,20 h).
SOSTA CAMPER A Barbarano è presente un punto sosta illuminato con rifornimento acqua in località Bandita, sulla strada per Blera. A Vetralla possibilità di sosta con servizi presso Laghi pesca sportiva Albatros: Strada San Vivenzio 51, località Cinelli; tel. 335 8054198, 0761 1768191, www.laghialbatros.com, staff@laghialbatros.com. La sosta è gratuita per un massimo di 7 giorni, l’allaccio elettrico costa 5 euro al giorno.
DESCRIZIONE Incamminiamoci su antichi sentieri alla scoperta di quel tormentato territorio rupestre della Tuscia viterbese compreso fra Barbarano Romano e Blera che conserva un’incredibile quantità di risorse ambientali e storiche. Oltre duemila le sepolture disperse nel sistema di forre del fiume Biedano, dove l’acqua ha inciso i morbidi tavolati tufacei, lasciando grandi canyon ricoperti di fitta vegetazione. In qualsiasi altro paese un luogo di tale importanza sarebbe presidiato, tutelato e a pagamento. Qui troviamo qualche scalcinata tabella e un percorso di visita casuale, nel quale è purtroppo evidente il notturno e distruttivo lavoro dei tombaroli.
Da Barbarano Romano veniamo subito risucchiati da un tenebrosa tagliata che in breve ci reca all’umido Fontanile del Pisciarello. Varchiamo un antico ponte ed eccoci già avvolti nella suggestione del Calatore del Pisciarello: avventuriamoci senza timore nella cupa tagliata, fra buie pareti tufacee crivellate di grotte e di antiche tombe.
Di nuovo all’aria aperta e una combinazione di tratturi, guadi, carrarecce e strade ci porta in breve all’ingresso della necropoli etrusca di San Giuliano, probabilmente la più ricca e importante della Tuscia per la varietà di monumenti architettonici funerari: a tumulo, a facciata rupestre, a dado, a semidado, a nicchia, a camera sotterranea.
C’introduciamo con rispetto nelle oscure cavità, dove la solitudine rende ancora più emozionante il sentore dell’antica civiltà italica: lo splendido Tumulo Cima, traforato di tombe, la grande tomba Costa e ancora la Gemini e la Rosi; ma ovunque occhieggiano fregi, frontoni, finte porte e altre caverne.
Torniamo sui nostri fangosi passi e un guado ci reca sotto le medievali mura che cingono il pianoro di San Giuliano, dove l’omonima chiesa romanica domina solitaria l’altopiano – probabile sito dell’abitato etrusco di Marturanum – accompagnata da presso da un’antica cisterna romana.
È tempo di volgere verso Poggio Caiolo per esplorare un altro importante gruppo di monumenti funerari. Una tagliata, un guado, sentieri che sono cenge scavate nel tufo ed ecco in rapida sequenza, solo per citare le più rilevanti, la tomba a due piani, le rupestri Tombe a Portico, il Tumulo del Caiolo, la Tomba dei Letti, le Palazzine, la Tomba della Regina e infine la mitica Tomba del Cervo, dove una ripida scalinata incassata nella roccia riporta inciso quello che è stato scelto come simbolo del parco: un cervo assalito da un lupo. Una passeggiata in questi boschi e fra queste forre è veramente come sfogliare un libro di storia.
Alto su una rupe tufacea possiamo raggiungere il Ristoro Caiolo con area picnic, bar e acqua (tel. 339 375 2893, lacasinadicaiolo@gmail.com) per un rustico menu di salumi e formaggi (ma volendo anche di salsicce e bistecche).
Si spera non troppo appesantiti, possiamo tornare a Barbarano sui nostri passi oppure avviarci su un’antica traccia che richiederà di attraversare qualche rovo e alcuni guadi.
Eccoci allora in marcia nel Fosso del Neme. Tombe, grotte, fregi e frontoni si aprono ovunque nelle alte pareti rigogliose di flora e dense di un fascino malinconico, mentre rari bolli rossi confortano il nostro cammino. Tratti di sentiero evidenti e spediti si alternano ad altri di selva intricata e difficoltosa; qualche guado: nel silenzio di questa incisa gola tufacea, si avverte vicina la magica presenza dell’antica civiltà tirrenica.
Ecco la confluenza del Neme nel Fosso del Biedano dove almeno cinquanta metri di pareti tufacee sfilano in alto. Da qui possiamo volgere a nord direttamente verso Barbarano oppure, se le energie ce lo consentono, andare a sbirciare due antiche mole.
Torniamo alla confluenza e un altro antico sentiero ci porta di nuovo nei solitari vicoli di Barbarano Romano.

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