MARTURANUM: AVVENTURA NEI CANYON DEGLI ETRUSCHI

Un percorso affascinante nel verde selvaggio alla scoperta di una delle maggiori necropoli della Tuscia

 

Canyon, caverne, finte porte, pareti di tufo scavate, antiche sepolture nascoste dalla vegetazione lussureggiante, padrona e custode del territorio. Preparati, perché PLEINAIRCLUB in questa puntata di Live ‘O ti accompagnerà in una vera avventura! Partiamo per il Parco Regionale Marturanum, oasi incontaminata situata nel comune di Barbarano Romano, nella Tuscia Viterbese. Ma soprattutto area archeologica di straordinaria importanza, che si estende dall’età del Bronzo all’epoca romana e rappresenta una delle maggiori necropoli etrusche per varietà e ricchezza di tipi sepolcrali.

 

 

Una location degna dei più grandi archeologi avventurieri dell’immaginario collettivo, dal primissimo Indiana Jones a Lara Croft, l’eroina dei videogame più famosa al mondo interpretata sul grande schermo da Angelina Jolie.

Marturanum conobbe il massimo splendore nel VI secolo a.C. e costituì un importante avamposto dell’etrusca Tarquinia contro l’ascesa dell’antica Roma. Del periodo etrusco in quest’area attraversata dal fosso del Biedano e dal torrente Vesca restano diverse testimonianze: tracce della viabilità, le suggestive vie cave, e naturalmente la grande necropoli di San Giuliano, che presenta tutte le tipologie di sepoltura.

 

L’ANTICA LOTTA TRA IL CERVO E IL LUPO

Marturanum: avventura nella storia

Lazio, Etruria, Parco Regionale Marturanum, Viterbo

 

Risveglia l’Indiana Jones che è in te con un’avventurosa escursione nel più ricco sito archeologico dell’Etruria: la necropoli etrusca di San Giuliano.

 

Quota 360 m

Difficoltà medio-alta su sentieri e strade sterrate e asfaltate, con tratti scivolosi e alcuni guadi, ma comunque adatto anche a ragazzi prudenti e motivati

Periodo consigliato tutte le stagioni tranne l’estate

Percorso parzialmente segnato

Dislivello 230 m

Distanza 13 km

Tempo di percorrenza 5,30 h

Cartografia Il Lupo Monti della Tolfa

Informazioni www.parchilazio.it/marturanum

 

 

ROADMAP Da Barbarano Romano (341 m) per il Fontanile del Pisciarello (317 m), il Calatore di Pisciarello, l’ingresso della Necropoli di San Giuliano (351 m, +1 h) con visita del sito (30 min.): Tumulo Cima (346 m), Tomba Costa, Tomba Gemini (327 m), Tomba Rosi (337 m). Poi per la chiesa medievale di San Giuliano (347 m, +15 min.) e la vicina cisterna romana (344 m). Quindi per la tagliata etrusca verso Poggio Caiolo con visita del sito (1 h): Tomba della Regina (320 m), Scalinata del Cervo (326 m), le Palazzine (320 m), Tomba a due piani (328 m), Tombe a Portico (329 m), Tomba del Cervo (314 m). Poi fuori traccia con numerosi guadi lungo il Fosso del Neme fino alla confluenza con il Fosso del Biedano e la Seconda Mola (259 m, +1,30 h), la Terza Mola (252 m, +15 min.) e risalita a Barbarano Romano (+40 min.).

 

COME ARRIVARE Barbarano Romano è raggiungibile dalla S.S. 2 Cassia uscendo al bivio per Vico Matrino. I più volenterosi potranno raggiugere direttamente il sito archeologico con il treno, scendendo alla stazione di Vetralla della linea ferroviaria FL3 Roma-Viterbo e seguendo poi il sentiero segnato CAI 103 (1,20 h).

 

SOSTA CAMPER A Barbarano è presente un punto sosta illuminato con rifornimento acqua in località Bandita, sulla strada per Blera. A Vetralla possibilità di sosta con servizi presso Laghi pesca sportiva Albatros: Strada San Vivenzio 51, località Cinelli; tel. 335 8054198, 0761 1768191, www.laghialbatros.com, staff@laghialbatros.com. La sosta è gratuita per un massimo di 7 giorni, l’allaccio elettrico costa 5 euro al giorno.

 

DESCRIZIONE Incamminiamoci su antichi sentieri alla scoperta di quel tormentato territorio rupestre della Tuscia viterbese compreso fra Barbarano Romano e Blera che conserva un’incredibile quantità di risorse ambientali e storiche. Oltre duemila le sepolture disperse nel sistema di forre del fiume Biedano, dove l’acqua ha inciso i morbidi tavolati tufacei, lasciando grandi canyon ricoperti di fitta vegetazione. In qualsiasi altro paese un luogo di tale importanza sarebbe presidiato, tutelato e a pagamento. Qui troviamo qualche scalcinata tabella e un percorso di visita casuale, nel quale è purtroppo evidente il notturno e distruttivo lavoro dei tombaroli.

 

Da Barbarano Romano veniamo subito risucchiati da un tenebrosa tagliata che in breve ci reca all’umido Fontanile del Pisciarello. Varchiamo un antico ponte ed eccoci già avvolti nella suggestione del Calatore del Pisciarello: avventuriamoci senza timore nella cupa tagliata, fra buie pareti tufacee crivellate di grotte e di antiche tombe.

 

Di nuovo all’aria aperta e una combinazione di tratturi, guadi, carrarecce e strade ci porta in breve all’ingresso della necropoli etrusca di San Giuliano, probabilmente la più ricca e importante della Tuscia per la varietà di monumenti architettonici funerari: a tumulo, a facciata rupestre, a dado, a semidado, a nicchia, a camera sotterranea.

 

C’introduciamo con rispetto nelle oscure cavità, dove la solitudine rende ancora più emozionante il sentore dell’antica civiltà italica: lo splendido Tumulo Cima, traforato di tombe, la grande tomba Costa e ancora la Gemini e la Rosi; ma ovunque occhieggiano fregi, frontoni, finte porte e altre caverne.

 

Torniamo sui nostri fangosi passi e un guado ci reca sotto le medievali mura che cingono il pianoro di San Giuliano, dove l’omonima chiesa romanica domina solitaria l’altopiano – probabile sito dell’abitato etrusco di Marturanum – accompagnata da presso da un’antica cisterna romana.

 

È tempo di volgere verso Poggio Caiolo per esplorare un altro importante gruppo di monumenti funerari. Una tagliata, un guado, sentieri che sono cenge scavate nel tufo ed ecco in rapida sequenza, solo per citare le più rilevanti, la tomba a due piani, le rupestri Tombe a Portico, il Tumulo del Caiolo, la Tomba dei Letti, le Palazzine, la Tomba della Regina e infine la mitica Tomba del Cervo, dove una ripida scalinata incassata nella roccia riporta inciso quello che è stato scelto come simbolo del parco: un cervo assalito da un lupo. Una passeggiata in questi boschi e fra queste forre è veramente come sfogliare un libro di storia.

 

Alto su una rupe tufacea possiamo raggiungere il Ristoro Caiolo con area picnic, bar e acqua (tel. 339 375 2893, lacasinadicaiolo@gmail.com) per un rustico menu di salumi e formaggi (ma volendo anche di salsicce e bistecche).

 

Si spera non troppo appesantiti, possiamo tornare a Barbarano sui nostri passi oppure avviarci su un’antica traccia che richiederà di attraversare qualche rovo e alcuni guadi.

 

Eccoci allora in marcia nel Fosso del Neme. Tombe, grotte, fregi e frontoni si aprono ovunque nelle alte pareti rigogliose di flora e dense di un fascino malinconico, mentre rari bolli rossi confortano il nostro cammino. Tratti di sentiero evidenti e spediti si alternano ad altri di selva intricata e difficoltosa; qualche guado: nel silenzio di questa incisa gola tufacea, si avverte vicina la magica presenza dell’antica civiltà tirrenica.

 

Ecco la confluenza del Neme nel Fosso del Biedano dove almeno cinquanta metri di pareti tufacee sfilano in alto. Da qui possiamo volgere a nord direttamente verso Barbarano oppure, se le energie ce lo consentono, andare a sbirciare due antiche mole.

 

Torniamo alla confluenza e un altro antico sentiero ci porta di nuovo nei solitari vicoli di Barbarano Romano.

 

 

Scarica qui  i tracciati Gps in formato gpx e kml

 

COSA TI SERVE


Torcia

È indispensabile per esplorare tombe, grotte e anfratti. Per un’illuminazione di assoluta qualità, Ledlenser propone la MT14, ricaricabile mediante presa USB 3.0. Con un’autonomia fino a 192 ore, offre un fascio luminoso capace di arrivare a 320 metri, il fuoco variabile e diverse intensità d’illuminazione (109 euro).

www.ledlenser.com

Fotocamera

Per immortalare adeguatamente tali meraviglie è ideale la Fujifilm FinePix XP140. È subacquea fino a 25 metri e resiste a sabbia, polvere e cadute da 1,8 metri. Con un sensore da 16,4 MP, offre un’ottica stabilizzata con zoom 5x da 28 mm e diverse varianti di Filtri Avanzati. La tecnologia bluetooth low energy consente inoltre il trasferimento automatico delle immagini su smartphone e tablet (circa 180 euro).

www.fujifilm.it

Treppiedi

Gole, tombe e sottobosco possono essere troppo oscuri per scatti nitidi: con il treppiedi Manfrotto Element MII il rischio del mosso è scongiurato. Con uno stile accattivante che ricorda i bastoncini da trekking, è adatto per compatte, reflex e anche smartphone con l’apposito adattatore Mclamp (11,38 euro). Dotato di colonna centrale, pesa 1,55 kg (129,99 euro).

www.manfrotto.com

  • 1/ 28
  • 2/ 28
  • 3/ 28
  • 4/ 28
  • 5/ 28
  • 6/ 28
  • 7/ 28
  • 8/ 28
  • 9/ 28
  • 10/ 28
  • 11/ 28
  • 12/ 28
  • 13/ 28
  • 14/ 28
  • 15/ 28
  • 16/ 28
  • 17/ 28
  • 18/ 28
  • 19/ 28
  • 20/ 28
  • 21/ 28
  • 22/ 28
  • 23/ 28
  • 24/ 28
  • 25/ 28
  • 26/ 28
  • 27/ 28
  • 28/ 28


  • Google+
  • Pinterest
  • Email