A portata di mano: mete imperdibili nei pressi di casa. Puntata IV

 

Una delle cose belle del viaggio è che dopo l’andata c’è sempre il ritorno. E anche il nostro viaggio dedicato al turismo di prossimità, corredato da una sezione enogastronomica, è giunto all’ultima tappa. Sapendo che non sarebbe stato facile affrontare viaggi lunghi, abbiamo voluto suggerirvi 20 mete, una per ogni regione, nel Paese più bello del mondo, l’Italia, per favorire gli spostamenti nella propria zona. Ora che l’apertura tra le regioni è prossima, speriamo che questi suggerimenti possano essere ancora più utili. Siamo partiti dal Sud, abbiamo poi visitato il Centro e il Nord Ovest. Concludiamo con le regioni del Nord Est, che finalmente possono tirare un sospiro di sollievo: Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia. Buon viaggio!

 

Amici, santi e scalpellini

“Un sol pèpa, un sol Dé, un sol fort d’San Lé”: un solo papa, un solo Dio, un solo forte di San Leo. Il detto romagnolo evoca la fortezza che domina la Valmarecchia, in Emilia Romagna. L’affascinante storia locale vede due devoti cristiani, Marino e Leo, fuggire dalla Dalmazia per la persecuzione di Diocleziano. Entrambi divennero scalpellini e santi: il primo sul monte Titano, dove creò la Repubblica di San Marino, il secondo sul Mons Feretri (dal tempio di Giove Feretrio) che dà il nome al Montefeltro, dove sorse il borgo di San Leo (RN). Originaria dell’alto medioevo (VII sec.) e poi rimaneggiata, per la sua importanza strategica la rocca è stata contesa tra Montefeltro, Malatesta, Medici e Della Rovere. Fu luogo di passaggio di San Francesco e Dante, prigione per Felice Orsini e Cagliostro. Da visitare anche: il Duomo di San Leo, ristrutturato nel 1173 ma più antico (forse VII sec.); la torre campanaria, isolata sulla cima del Monte della Guardia (la seconda sommità del Masso di San Leo); la pieve di Santa Maria Assunta, il più antico edificio di culto della zona (la prima edificazione si dice opera di San Leo stesso nel III-IV sec.); il Palazzo Mediceo e il Convento francescano di Sant’Igne (XIII sec.). 

 

 

 

La piccola inespugnabile vedetta lombarda

Un lembo di Appennino Ligure tra quattro province in altrettante regioni. A vegliare su di loro, sull’Oltrepò Pavese e la Val Tidone, il Castello Dal Verme. Un mastio compatto e solido del X sec. con mura spesse circa 4 metri. Vi fu infeudato prima il signore della guerra Ubertino Landi, che lo rese inespugnabile, e dal 1390 il capitano di ventura Jacopo dal Verme. La sua famiglia lo conservò fino al 1975, prima di donarlo al comune. Ai piedi di un guardiano tanto accorto, le attività agricole e artigianali fiorirono nel borgo di Zavattarello (PV). Non a caso lo stemma del paese in Lombardia raffigura un drago incatenato a guardia di un albero di mele rosse, e il nome (dal latino volgare “savattarellum”) significa luogo dove si fanno le ciabatte. Suggestiva la visita al borgo in pietra, a partire dalla piazza principale, cinta da palazzi e case medievali, tra ripidi viottoli e archi che passano sotto le case. Da non perdere il Magazzino dei Ricordi, raccolta di circa 40.000 pezzi che tramandano la memoria storica della valle, ricreando anche gli ambienti di una volta, e l’Oratorio trecentesco di San Rocco, originariamente parte di un monastero cistercense.

 

 

 

Tra boschi e vigneti

Sulle colline del Prosecco, alla fine della vallata del fiume Soligo (detta anche Valsana) sorge Cison di Valmarino (TV). Il suggestivo paese del Veneto, parte del circuito dei Borghi più Belli d’Italia e di quelli Bandiera Arancione, si è aggregato nel periodo longobardo grazie alla fortezza di Castelbrando (X sec.). Sorto alle pendici del Monte Castello, il fortilizio oggi sede di un Museo Medievale deve il nome alla famiglia forlivese dei Brandolini, che a lungo ne ebbero possesso trasformandolo in un palazzo signorile sullo stile delle ville venete. Nel borgo trovi la chiesa di Santa Maria Assunta, consacrata nel 1746, con affreschi e tele del pittore locale Egidio dall’Oglio. Sulla piazza principale si affaccia la Loggia, architettura nata a scopi amministrativi che ha più volte cambiato mansioni nel corso del tempo. Da visitare l’area naturale protetta del Bosco delle Penne Mozze (chiamato così per la presenza di stele e monumenti in onore degli Alpini caduti), la Grotta del Ciclamino, l’antico lavatoio alimentato dal torrente Rosada, il Passo di San Boldo con il suo Orto Botanico. Senza contare i percorsi storici ed enogastronomici, dalla Via dei Mulini alla Strada del Prosecco.

 

 

 

Tutti in Sella, a cavallo del Brenta

È l’unico comune in tutto il Trentino Alto Adige ad essersi espanso su entrambe le sponde di un fiume, il Brenta. Borgo Valsugana (TN) è in terra di passaggio, al confine col Veneto, attraversata dalle Romane Via Claudia Augusta e Via Paulina. Più volte nella storia è stata sulla linea del fronte, come durante la prima guerra mondiale. Nel paese spiccano la Chiesa della Natività di Maria (XIV sec.), che conserva le reliquie di San Prospero traslate dalla catacomba romana di Priscilla, la chiesa di Sant’Anna e quella di San Rocco, piccola ma colma di affreschi. Arroccato sul Monte Ciolino si nota a distanza Castel Telvana, con la sua alta torre, purtroppo non visitabile. In Val di Sella il comune ospita Arte Sella, manifestazione internazionale di arte contemporanea. Artisti di vari Paesi, ospitati nella Malga Costa, realizzano dal vivo installazioni con materiali organici (sassi, foglie, rami, tronchi) che devono interagire col paesaggio e diventarne parte. Notevole la “Cattedrale vegetale” di Giuliano Mauri: una “chiesa” a 3 navate con 80 colonne alte 12 metri, fatte di oltre 3.000 rami intrecciati intorno a piante di Carpino. Negli anni gli alberi di Carpino prenderanno il posto della struttura, destinata a scomparire.

 

 

 

E una stella cadde sul Friuli

Cosa vedere? Non puoi sbagliare: la città stessa è l’opera d’arte, e merita assolutamente una visita. Anche se la maestria dei creatori di Palmanova (UD) si apprezza più dall’alto. La “città stellata” del Friuli Venezia Giulia deve il suo epiteto alla pianta poligonale, una perfetta stella con 9 punte. Capolavoro dell’architettura militare del Rinascimento, era in realtà una vera macchina da guerra: due cerchie di mura con cortine e baluardi orlate da un fossato. Le dimensioni non erano casuali, ma basate sulla gittata dei cannoni del tempo. Nata per difendere i domini veneziani da turchi e austriaci, oggi è monumento nazionale e patrimonio dell’Unesco, oltre che pacifico borgo di circa 5.300 anime. Da vedere le tre monumentali porte di accesso (Porta Udine, Porta Cividale, Porta Aquileia), il Museo Storico Militare e il Museo Civico Storico. Nella Piazza Grande, un esagono perfetto, si erge un basamento dal quale si innalza “Mario”: così gli abitanti chiamano affettuosamente il pennone che testimonia le vicende cittadine. Sulla piazza si affaccia anche il Duomo, completato nel 1636. Imperdibile l’itinerario sul sistema fortificato che circonda la città. 



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