IL BIANCO SILENZIO DELLA VAL BADIA

Due itinerari alternativi fuori dalla folla, affascinanti sia in inverno che in estate.

 

Guglie rocciose che cadono a strapiombo, crode dagli spigoli così netti da sembrare scolpiti, bianche coltri che ammantano tutto di un silenzio ovattato. Non a caso sono Patrimonio dell’umanità Unesco: in Alto Adige le Dolomiti regalano emozioni difficili da descrivere! Sulle piste, quando potremo tornare a divertirci con gli sci, ma anche lontano dalle zone turistiche più popolate, quando si resta al cospetto delle montagne, dei loro panorami straordinari, del loro magnifico e sovrumano silenzio. In questa puntata di Live ‘O, PLEINAIRCLUB ti propone due percorsi su sentieri meno frequentati in Val Badia, decisamente affascinanti sia in inverno che d’estate, con partenza da San Cassiano.

 

UNA SACHER E UN BOMBARDINO SUI MONTI DEL SÜDTIROL

Val Badia: collezione inverno-estate

Trentino Alto Adige, Dolomiti, Val Badia, Bolzano

 

Anche quando riapriranno impianti e piste da sci, non t’ispira intrupparti nella calca? Ecco due itinerari alternativi fuori dalla pazza folla, affascinanti tanto in inverno come in estate.

 

OSPIZIO DI SANTA DI CROCE

Quota 2.045 m

Difficoltà medio-facile su sentieri e strade sterrate, da evitare con forte innevamento, attenzione ai tratti ghiacciati

Periodo consigliato inverno ed estate

Percorso segnato

Dislivello 630 m

Distanza 15 km

Tempo di percorrenza 3,50 h

Cartografia Kompass 624 Alta Badia

Informazioni www.altabadia.org

 

 

ROADMAP Da San Cassiano (1.536 m) per il sentiero 15 fino all’Ospizio di Santa Croce (2.045 m, +2 h). Ritorno per il sentiero 13 (+1,50 h).

 

RIFUGIO PRALONGIÀ

Quota 2.109 m

Difficoltà facile su piani e pendii innevati

Periodo consigliato inverno ed estate

Percorso segnato

Dislivello 310 m

Distanza 7,82 km

Tempo di percorrenza 1,50 h

Cartografia Kompass 624 Alta Badia

Informazioni www.altabadia.org

 

ROADMAP Da San Cassiano in cabinovia a Piz Sorega. Poi da Utia Piz Sorega (2.002 m) per Utia de Bioch (2.079 m, +30 min.) e il rifugio (+30 min.). Ritorno per la stessa via (+50 min.).

 

COME ARRIVARE Entrambi gli itinerari partono da San Cassiano, raggiungibile con l’autostrada A22 con uscita Bressanone.

 

SOSTA CAMPER Camper Parking Odlina, Strada Ninz 49, La Villa; tel. 0471 844164, 339 5951687, www.camperparkingaltabadia.it, info@odlina.it. Con tutti i servizi e a pagamento.

 

DESCRIZIONE La montagna invernale, fuori dal chiasso multicolore delle piste, ha un fascino particolare, donato dal silenzio della candida veste.

 

Per raggiungere l’antico Ospizio o Santuario di Santa Croce, risalente all’anno 1484, lasciamo il frastuono della nervosa folla delle piste e in breve siamo nel silenzio della montagna, mentre una campana riverbera i suoi rintocchi e i fili d’erba frusciano nel vento.

Seguiamo nella solitudine il facile percorso, fra campi paglierini e vette spruzzate di bianco. Colate di ghiaccio ferreo chiedono attenzione e conducono ai profumi di un bosco di larici e cembri meno invernale della sua stagione.

 

Mentre il Monte Cavallo si eleva roccioso, simili a un villaggio russo spuntano i tetti dell’antico santuario, oggi rifugio per viandanti. Poche persone, ancora silenzio, in una natura quieta e addormentata.

 

Ricamiamo un anello in un bosco cinereo ma tiepido, disseminato del lavoro dei tagliaboschi. Sfioriamo malghe e masi ora immobili ed eccoci di nuovo a San Cassiano, in tempo per il pranzo.

 

Il panoramico Altopiano del Pralongià è invece un lungo prato, ferito dall’artificiale nitore delle piste. Fendiamo faticosamente la multicolore baraonda e attraversiamo un cannone sparaneve, lambendo un rifugio il cui nome è tutto un programma: Las Vegas. Al cospetto del signore di queste cime, il Gruppo Sella, siamo ora soli su una gelida e assolta carrareccia a oltre 2.000 metri di quota.

 

Contornato dalle altere crode del Piz de Lavarela e del Lagazuoi, dalla lama affilata del Sass de Stria e dal pinnacolo del Sassongher, avvertiamo che la baraonda del circo bianco nega e ferisce la montagna, fragile mondo di silenzio e solitudine.

 

Eppure con tutto il brutto degli impianti, qui la montagna è più tutelata e rispettata che in altri territori. I suoi abitanti sanno che è la loro ricchezza e stanno ben attenti a non sciuparla; in un necessario equilibrio fra lo sfruttamento, capace di renderla viva, e la sua tutela, promuovendo e stimolando la sua fruizione durante tutto l’arco dell’anno.

 

Al ventoso Rifugio Pralongià un elicottero offre voli turistici e noi gustiamo una sacher e un bombardino, prima di intraprendere la strada del ritorno.

 

 

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COSA TI SERVE


Scarponi

Piedi freddi o gelati significano passeggiata rovinata. Importante scegliere un modello che mantenga le estremità calde e asciutte. Le Quechua NH150 Mid sono adatte per semplici camminate grazie anche al taglio medio che protegge sufficientemente la caviglia senza intralciarne il movimento (35,99 euro).

www.decathlon.it

Ciaspole

Se durante le tue passeggiate sei abituato sprofondare inesorabilmente nelle neve, con un paio di ciaspole ai piedi ti sembrerà di volare. Da TSL il modello 226 Evo, destinato all’escursionista occasionale per un primo approccio a questo strumento. Offrono un ramponcino anteriore a sei punte, per la presa sul ghiaccio, e una facile regolazione alla caviglia mediante una cremagliera (109,99 euro).

www.tsloutdoor.it

Bastoncini e ghette

Complemento indispensabile delle ciaspole sono i bastoncini telescopici di tipo escursionistico e un paio di ghette impermeabili, perché se la neve entra negli scarponi, addio piacere della camminata. I Forclaz A200 sono a tre sezioni telescopiche in alluminio (9,99 euro l’uno); le Forclaz Trek 500 sono semplici ma efficaci (14,99 euro).

www.decathlon.it

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